Il mio 2011 videoludico
Console market share 2011.png
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Ci sarebbe tanto da dire in un post di fine anno. Felicità, tristezza, inizi e conclusioni, gioie e dolori. Tanto da dire così come tanto da raccontare. Preferisco chiudere i dodici mesi appena trascorsi, tirando le somme sulla mia passione più grande. Niente classifiche o voti, solo e unicamente pura dedizione ad un'arte ancora poco compresa, imbastardita da quella cosa chiamata gamification. Ma se serve per essere notata, ben venga.

Il ritorno di Halo, la crescita di Kinect e il suo utilizzo altro e diverso dal suo scopo iniziale, Playstation e idisastri di Sony, Nintendo che abbraccia l'alta definizione e cerca di dettare ancora una volta il futuro, l'eterna lotta tra Battlefield e Call of Duty, tra Fifa e PES e le quote di mercato da conquistare.

E' stato un anno intenso, di passaggio verso le nuove console che probabilmente arriveranno o verranno annunciate l'anno prossimo. Un anno in cui la sensazione predominante è stata quella di voler spremere lo spremibile, ma senza una direzione ben precisa. Strategie di marketing sospese e guardinghe in attesa della mossa sbagliata dell'altro per approfittare. In tutta questa nebbia c'è un mercato in profondo cambiamento, gli hardcore gamer diventano una nicchia, mentre si avvicinano al mezzo persone che mai si sarebbero sognate di farlo. Complici gli smartphone e iPad.

Tuttavia si è visto poco di nuovo, poche cose fatte in modo diverso senza badare troppo all'esercizio di stile grafico, penso a From Dust per Xbox o a Minecraft. Probabilmente è colpa mia che poco mi lascio stupire dalla pompa magna HD, ma provo ancora gusto a rigiocare il primissimo Halo nella sua edizione commemorativa. O forse ho solo raggiunto lo zen del videogamer, un po' come LPf su "Ai Margini", ripensando alle lunghissime nottate passare a giocare in 4 su un vecchissimo tubo catodico senza curarci di quello che accadeva fuori, limitandomi a giocare sempre e soltanto quei 4/5 giochi che mi danno vera soddisfazione:

Non ci sono infantilismi o bizze, né contrasti o rivalse, non c’è un perimetro e non ci sono ostacoli, solo profondissima quiete e rinnovato amore, un perpetuo e imperturbabile sentore di affetto, simpatia e adesione intensa nei confronti del mondo e della storia del videogioco giocato.

Quello che mi aspetto dal 2012 è un bel balzo in avanti per le software house indipendenti che hanno voglia di far vedere belle cose, ma su tutti il riconoscimento di un'industria giovane e con tanta strada davanti a se. Perché non c'è più il bisogno, la necessità e la voglia di dover per forza lottare per trovare uno spazio di ribalta tra le proposizioni artistiche dell'intelletto umano. E' già un dato di fatto, resta solo da capire se si è in grado di amarli o fargli la guerra, il resto vien da se. Ben vengano tutte quelle iniziative (U.S.A. e Italia) atte a stabilire un perimetro di difesa, fermo restando che il loro posto culturale e sociale lo hanno già trovato da un pezzo.

Per chi ancora non l'avesse compreso, c'è tutto il 2012 per farlo.

Buon anno.

VideogiochiAndrea Contino
Il blog è morto, evviva il blog

Al di là delle previsioni del mio precedente post. Nient'altro da aggiungere.

Perché lo strumento blog resta un campo di gioco formidabile e sarà ancora frequentato da chi ha voglia e idee. E la metadiscussione sui blog di questi giorni ci dice anche che la blogosfera, grande o piccola che sia, può essere anche un grande social network. Molto meglio strutturato e stabile di tanti altri, capace di tirar fili in mezzo al niente, collegando persone che magari non si conoscono: senza che qualcuno li abbia fatti diventare amici o followers. Senza che qualcuno li infili a forza in un cerchio o li sottoscriva da qualche parte. Parole scritte sul web ed un link in certi casi possono essere sufficienti. E nessuno lì a sindacare su quanto scrivi o pensi.

(Via Massimo)

BlogosphereAndrea Contino
Tutti insieme appassionatamente

Ci sono stati un paio di spunti di riflessione post natalizi da parte di Massimo e Giovanni Boccia Artieri sulla natura di Twitter e dei blog e sul loro imminente futuro. Non farò il solito post contro la morte dei blog che poi è un po' come ripetere che l'email morirà presto.

Twitter è cambiato, soprattutto per i fruitori italiani, perché ha visto l'arrivo dell'ondata di fan che proviene da Facebook, di persone che amano fare like in modo superficiale a pagine tipo "il culo della Canalis" e commentare in modo spasmodico ogni acuto accaduto su X Factor. Sono persone che non amano la profondità, dotate probabilmente anche di un certo livello culturale, ma che scambiano Facebook per Internet. Per loro Twitter è come aver trovato il numero di cellulare di persone semmai irraggiungibili, i VIP. Muoiono dalla voglia di farsi notare e finalmente sono libere di raccontarsi e confidarsi innescando delle conversazioni che non solo poco si prestano al mezzo, ma che apportano anche quel linguaggio abbreviato che tanto disprezziamo in un SMS.

Si perché la differenza se sei bravo su Twitter non è la brevità, ma la sintesi e l'efficacia. E probabilmente si presta, e bene, anche a momenti di approfondimento, ma che necessariamente vanno raccontati e commentati in modo più ambio su altri lidi. Sui blog, da sempre qui sostenuti dal sottoscritto, ma probabilmente nell'immediato futuro anche da altri strumenti, Google+ su tutti. Perché Twitter non è un social network, ma un formidabile strumento per lo scambio di informazioni in tempo reale. Fine, stop.

Google+ dicevo. Pur essendo il figlio disgraziato di Wave, è un piccolo circolo di persone (per ora negli Stati Uniti) con voglia di partecipare con argomenti seri, senza distrazioni grafiche, di applicazioni, di contaminazioni da parte di ragazzini incalliti o di gente frustrata nei confronti di qualche brand. Questo accade perché la sua struttura ricorda tanto quella di un forum, ma più di tutti quella di un vero e proprio blog. Dove siamo noi a dirigere e indirizzare i contenuti che produciamo e invitiamo le persone, vicine o lontane, affini o meno per interessi, a condividere il proprio punto di vista. Proprio come è sempre avvenuto nei blog.

Da questo punto di vista si potrebbe dire che sostituirà i blog, ma credo che come ogni mezzo di comunicazione, sarà dura soppiantarne la forma tradizionale come la conosciamo oggi. Semplicemente Google+ si rivolgerà a chi non ha le competenze informatiche/tecniche per mettere in piedi una struttura complessa, ma che avrà solo voglia di dire la sua coinvolgendo persone da cui è certo riceverà una risposta.

A tal proposito fanno un po' impressioni i numeri stilati da tale Paul Allen, no non quello di Microsoft, bensì un appassionato di Google+ che si è messo a fare due conti sui tassi di crescita di quest'ultimo. 625.000 nuovi utenti al giorno, con una previsione di raggiungere i 400.000 milioni a fine 2012. Se c'è un posto dove bisogna guardare nel 2012, credo sia lì.

Google+ crescita.png
Google+ crescita.png
Merry Christmas

You can't be merry by yourself.

Sure, you can be content, happy, possibly even delirious. But merriment requires a group, and that group is almost always a group you can see and touch, one that's sharing the same molecules of air, face to face.

The digital revolution continues to get deeper, wider and more important. But it has made no progress at all at increasing merriment. That's up to us.

Via

LifeAndrea Contino
Nuovo Kindle, opinioni e confronto con Sony PRS-650 Touch Edition

 

Qualche giorno fa ho ricevuto in regalo il nuovo Kindle, sbarcato in Italia il 30 novembre sullo store Amazon.it. La mia base di partenza nel mondo eReader era quella di Reader Sony ricevuto e testato lo scorso marzo.

Il nuovo Kindle vs Sony PRS-650 Touch Edition

La versione del nuovo Kindle ricevuta è quella base, l'unica al momento disponibile in Italia, con schermo E Ink Pearl da 6'' e connessione Wi-Fi. Come il Sony PRS-650, anche il nuovo Kindle ha una capienza di circa 1.200 libri, circa 2 GB, tuttavia quest'ultimo non ha la possibilità di espandere la memoria come il precedente. Il nuovo Kindle si dimostra subito rapido e spartano nel software, molto più veloce nello sfogliare le pagine rispetto al modello Sony, anche se con qualche incertezza in più in fatto di latenza. Se si rimane molto sulla stessa pagina il Kindle, infatti, mostra molto più chiaramente alcuni caratteri sullo sfondo, appartenenti alla pagina precedentemente letta. La cosa non accade invece con il Sony che è caratterizzato da una maggiore lentezza nello sfogliare le pagine, soprattutto in quelle contenenti immagini, ma altresì una grande pulizia di sfondo al momento della lettura. Forse anche grazie ad un utilizzo di un tono di bianco più acceso rispetto al pannello del Kindle.

Non so quanto mi mancherà la connessione 3G sul Kindle, ma nel mio primo viaggio appena trascorso non ne ho davvero sofferto. Perché parlo di connessione? Il Kindle in più rispetto al Sony PRS-650 (i nuovi modelli Sony hanno anche loro il Wi-Fi) ha dalla sua il Wi-Fi che non sono gli permette di collegarsi direttamente allo store Amazon e scaricare i libri senza dover passare dal computer, ma anche di poter condividere sui Social Network (Twitter e Facebook al momento) passi del libro che si sta leggendo. Arrivando alla cosa più importante, grazie alla connessione internet il Kindle, grazie alla tecnologia whyspersync, condivide segnalibri e note nel cloud in modo da poter riprendere la lettura nello stesso punto anche al di fuori dell'oggetto fisico Kindle, come computer, iPhone, iPad, Android e Windows Phone.  

Questa versione di Kindle non è touch, assenza che poco si fa sentire se non al momento di evidenziare frasi o paragrafi o quando si deve scrivere qualcosa con la tastiera. Difatti bisogna fare tutto con le frecce direzionali e il tasto centrale per confermare la selezione. Nulla di complicato anche se con la frenesia alla quale ci hanno abituato gli aggeggi tecnologici perdere qualche secondo in più lo fa sembrare vetusto sotto questo punto di vista. 

Le cose che ho apprezzato fino ad ora sono l'estrema leggerezza e praticità nel maneggiarlo, così come la facilità d'acquisto di un nuovo libro dallo store (anche se per il momento i titoli a disposizione non sono ancora moltissimi). Il software per l'importazione dei vecchi eBook è praticamente assente, si tratta infatti di fare un drag & drop all'interno della cartella Kindle che apparirà sui vostri computer una volta collegato con il cavo USB 2.0. Il Kindle non supporta storicamente nessun formato ePub ed ha qualche problema nell'adattare i PDF al pannello. Nessun problema, c'è il software Calibre in nostro soccorso. Calibre permette non solo di gestire il contenuto di Kindle, ma anche trasformare vecchi libri nel formato adatto alla lettura su Kindle, per i PDF vi consiglio di trasformarli in MOBI.

I libri acquistati sullo store Amazon invece hanno vita propria, nel senso che sono sempre raggiungibili, gestibili e riscaricabili sul dispositivo attraverso la pagina profilo su Amazon.it 

Al momento sono soddisfatto, soprattutto dalla facilità d'acquisto dei libri e dalla condivisione del punto di lettura. La sola cosa ostica a mio avviso, è concettuale, e si tratta del posizionamento dei tasti di scorrimento in avanti e indietro delle pagine. Il Kindle ha 4 tasti laterali, 2 a destra e 2 a sinistra che permettono di avanzare e arretrare tra le pagine. Tuttavia i tasti avanti e indietro sono posizionati uno sopra l'altro, per poter utilizzare il Kindle con una sola mano evidentemente, ma se voglio usarlo con due ci si ritrova un po' spaesati in quanto le mani sono sfalsate nella pressione dei tasti. Infatti i tasti grandi, sia a destra che a sinistra, sono dedicati all'avanzamento, mentre avrei preferito che fossero alternati. 

Pure pippe da nerd, ma sviluppate dopo un'intenso utilizzo di lettura.

Non so se consigliarvi l'acquisto di questa versione di Kindle oppure attendere l'uscita delle altre già presenti sul mercato americano. Certo è che se siete appassionati di lettura, non vi dà troppo fastidio abbandonare la carta, e volete spendere solo 99€, beh allora fa per voi.

Se siete invece smanettoni e odiate i sistemi walled garden, allora forse è meglio guardare altrove: Sony, Kobo, etc. 

TecnologiaAndrea Contino
Per Corriere.it io non lavoro

Questa mattina tramite il blog de Lo Scorfano e Il Disagiato scopro questo simpatico calcolatore de Il Corriere.it per capire quando riusciremo ad andare in pensione dopo i provvedimenti appena attuati dal nuovo governo Monti.

Capisco che il tutto si basa su delle stime. Tuttavia il calcolatore non tiene conto di persone nate dopo il 1981, così come di quel mio amico che, per fatti suoi, ha deciso di iniziare a lavorare a 16 anni e ha già un bel po' di contributi alle spalle.

Lavoro sprecato?

LifeAndrea Contino
Twitter non sei più lo stesso

 Torno da Parigi e scopro che Twitter ha cambiato la propria User Interface. A partire da quella mobile per poi passare a quella Web. Dopo qualche tweet di prova non posso che concordare con la definizione di John Gruber:

The Twitter service I signed up for is one where people tweet 140-character posts, you follow those people whose tweets you tend to enjoy, and that’s it. The Twitter service this new UI presents is about a whole lot more — mass-market spoonfed “trending topics” and sponsored content. It’s trying to make Twitter work for people who don’t see the appeal of what Twitter was supposed to be.

E' molto probabile che oltreoceano abbiano notato lo strano fenomeno che ha portato persone impensabili ad iniziare a condividere, con usi impropri, i loro pensieri su mezzi di comunicazione che vanno di moda perché stanno in TV

Social MediaAndrea Contino
Italia protagonista a Le Web

Di ritorno da Parigi. Perfortuna o purtroppo neanche quest'anno ho partecipato a Le Web, ma mi sono goduto 4 giorni di capitale francese scollegandomi dal mondo.

Ho visto a malapena qualche tweet e post su Facebook di sfuggita. Tra tutti, quelli della vittoria dell'italianissima Beintoo nella competition delle startup.

Ricordo ancora il mio post di due anni fa dove mi lamentavo dell'assenza del belpaese nell'appuntamento annuale europeo più importante in fatto di tecnologia, business e web. 

Finalmente ci facciamo notare e anche alla grande.

TecnologiaAndrea Contino
Parigi e i cambiamenti

Quest'oggi è stato l'ultimo giorno in Moleskine. Un periodo intenso, seppur breve, drasticamente diverso rispetto ai prodotti tecnologici a cui ero abituato, ma che mi ha permesso di apprezzare in sapore agrodolce, a metà tra l'antico e il moderno, il mash-up tra cultura e business. Una passione che pulsa costantemente di cui difficilmente ho avuto testimonianza in altre community online.

Questi 4 giorni serviranno da camera di decompressione per iniziare al meglio la mia nuova avventura professionale in Coffee Grinder (per i più curiosoni). 

Se siete interessati contattatemi pure nel form qui in alto.

Il tenutario ringrazia il Santo Ambrogio e la Madonna Immacolata per essere così vicini vicini e permettere al blog di trasferirsi per qualche giorno in quel di Parigi (No, non vado a Le Web con Zeno e Luca), dove tra le altre cose avrò l'occasione di provare per la prima volta Airbnb, in contemporanea con lafra.

Siccome le main venues le ho già coperte abbondantemente in passato, avete per caso qualche angolino, scorcio, squarcio, carugio o qualsiasi altra cosa che merita di essere vista lassù?

Ci si rivede il 12 con una buona carica di caffeina e con qualche intermezzo parigino.

LifeAndrea Contino