Tecnologia

Squarespace + Unsplash

Finalmente su Squarespace è arrivata l’integrazione totale con Unsplash.

Unsplash è il più grande database di immagini prive di copyright e utilizzabili sotto creative commons.

Da oggi se si cerca un’immagine nell’imagine block appare questa schermata.

Ottima integrazione. Ci voleva.

Unsplash

iPhone XS

Sto testando da qualche giorno il nuovo iPhone XS. Al di là della qualità dello schermo e delle foto eccezionali, devo ancora abituarmi all’assenza del bottone fisico e al continuo sbloccarsi del telefono con uno sguardo solo.

Volevo saperne di più e Apple ha fatto questo video molto pratico. Ancora non sono riuscito a capire come salvare il proprio MeMoji come foto, ma confido di arrivarci a breve.

P.s.: Un primo paragone di scatti tra X e XS. 

Piacere, sono io. Fenomenologia del biglietto da visita.

Coincidenze.

Al lavoro ci stiamo preparando per un’inaugurazione importante. C’è da creare una mailing list di contatti accumulati in qualche mese, prettamente new business, quindi non provenienti da un database, la totalità hanno come origine un biglietto da visita.

Riflettevo su come ancora il processo legato ai biglietti da visita sia macchinoso, poco avvezzo ad abbracciare la tecnologia, ma pur sempre molto efficace. Un pezzo di carta che dice chi sono e da dove vengo, il più delle volte con un titolo fantasioso su quello che faccio.

Proprio ieri è uscito questo articolo su Engage sul tema:

È il 1700 quando cominciano a diffondersi i primi biglietti da visita. Accade in Francia, per soddisfare la necessità di avvertire coloro da cui si va ospiti del proprio imminente arrivo. Solo alla fine del secolo l’utilizzo di tali oggetti prende una piega “commerciale”: se li scambiano i mercanti, apponendovi a volte sopra una firma che può valere come un vero e proprio contratto.

Da allora sono passati trecento anni, ed il biglietto da visita rimane, nonostante l’avvento dei social, il re incontrastato dell’engagement.

Consegnare questo potentissimo pezzo di carta nelle mani di qualcuno, è ancora un gesto che riveste un’importanza fondamentale: nel momento stesso in cui la persona che ci troviamo di fronte riceve il nostro biglietto da visita, stabilisce con noi o col nostro marchio un legame; quanto questo sarà solido e duraturo sta a noi stabilirlo.

Negli anni ho assistito a tentativi più meno efficaci e più o meno riusciti riguardo ad una possibile evoluzione. Cambiandone il formato, provando a farlo diventare una sorta di attività di gamification, oppure semplicemente sfruttando la fotocamera del proprio smartphone.

Tuttavia quel rettangolo di carta, dai formati più disparati, costantemente riafferma la sua natura di veicolo di informazioni. Probabilmente qualcosa di fisico e tangibile, immediatamente fruibile dal nostro sguardo, è in grado di trasmettere in pochi secondi il minimo indispensabile per comprendere se il nostro interlocutore può fare al caso nostro, diventare un contatto prezioso oppure da cestinare una volta tornati a casa.

Per questo ha così successo. Permette a chi lo riceve di lasciare un’estensione di noi, una rappresentazione visiva di ciò che siamo stati in grado di trasmettere durante quel primo incontro.

Non so se si troverà un’altra pratica altrettanto efficace e così diffusamente condivisa. Sta di fatto che le innovazioni fino ad oggi proposte non sono riuscite a soppiantare questa abitudine ormai vecchia di oltre 300 anni.

Buono scambio.

Terminate le ferie si fa shopping online: ecco i trend di eBay #RicomicioDaQui #ad

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L’estate sembra non finire mai con questo caldo milanese ancora pressante. Ma siamo già al 12 settembre e tra una manciata di giorni sarà tutto finito. Golfino, giacca e ombrello a portata di mano.

Ma settembre oltre ad essere il mese che conclude il periodo di ferie, è un po’ lo sparti acque che segna la nuova stagione in arrivo. Riprendono le scuole, riprende il campionato di calcio, riprendono le serie TV ed escono un sacco di videogiochi stupendi.

Insomma, una vera e propria rinascita autunnale che ogni anno, almeno per me, cadenza un nuovo inizio. E così come trapela dalla ricerca condotta da eBay: tra gli obiettivi principali dopo il rientro dalle ferie, il recupero della forma fisica è indicata dal 35% come una delle intenzioni primarie. Segue la voglia di fare shopping (34%), con attenzione particolare ai prodotti tecnologici. 

E quindi, in perfetta sintonia con i soggetti che hanno risposto, vi consiglio qualche prodotto che ho acquistato o che ho intenzione di acquistare da qui a qualche giorno:

  • Il primo articolo acquistato su eBay subito dopo il rientro dalle ferie è stata questa custodia per il Kindle Oasis (di cui vi ho parlato tempo fa). La custodia è introvabile altrove e solo su eBay è disponibile nuova e originale ad un prezzo decente. Così ne ho una per il mare da buttare in uno zaino qualsiasi e una salvaguardata per quando quella che ho si distruggerà

  • Il secondo è il gioco di Ken Il Guerriero. Un’esclusiva Ps4 che sto aspettando da tanto. Per i nostalgici di fine anni ‘80.

  • Il terzo è una una nota dolente. Durante le ferie ci si rilassa e si prende facilmente peso. Avevo in programma di rimettermi subito in forma appena tornato alla normalità, ma un problema al ginocchio mi sta tenendo fermo da qualsiasi attività. E allora visto che con le gambe non si può far nulla, andiamo di pesi.

Per tutti questi acquisti ho utilizzato la promo eBay che dura fino al 16 settembre. Il marketplace presenta un buono sconto del 10% su tutto il sito: con una spesa minima di €20, utilizzando il codice PROMOSET18, sarà possibile raggiungere fino ad uno sconto massimo di €100.

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#IlMioTechVale

Ah. Stavo dimenticando una cosa importante! Oggi verranno presentati i nuovi iPhone e immagino tanti di voi, ingolositi dalla novità, cercheranno il modo più conveniente per vendere il proprio smartphone prima di acquistare quello nuovo.

Fra gli oggetti più desiderati al rientro dall’estate, nel comparto hi-tech, spiccano ovviamente gli smartphone come top seller di categoria per lo meno nelle intenzioni d'acquisto degli italiani. Se il 21% delle persone coinvolte si dichiara sicuro di acquistarne uno dopo le ferie, circa un terzo degli intervistativaluta di cambiare il proprio con la massima priorità a settembre e i dati di vendita eBay confermano questo dato: negli ultimi 10 giorni, sul marketplace è stato venduto solo in Italia uno Smartphone ogni 56 secondi!

eBay ha rilasciato una soluzione davvero molto interessante: #IlMioTechVale

Si tratta di nuovo tool che permette agli utenti di capire il valore medio del vecchio modello di smartphone prima di metterlo in vendita. E poi, già che ci sei, puoi pubblicare fino a 100 inserzioni sul tech a zero tariffa iniziale con un massimo di 1 euro di commissione finale.

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Insomma. Già è difficile tornare alla normalità, meglio farlo con un minimo di empatia e consolazione. Tra i tanti modi lo shopping allevia sicuramente il trauma post vacanziero, se poi lo si riesce a fare con sconti e guadagnandoci qualcosina…

Perché no? 🛍

Nota: ho scritto questo articolo in collaborazione con eBay per la creazione di contenuti per il back to work dopo le vacanze estive

Ancora sul multitasking

Su Medium un interessante post sui danni all'attenzione procurati da quella bella invenzione chiamata multitasking: 

In our modern digital world, we are using increasing numbers of different media at the same time. The effects of this on our general cognitive capacities are not yet clear, but there may well be some costs. A study in 2009 showed that people who chronically and heavily engage in multiple forms of media at the same time (e.g. talking on the phone, while working on an essay, while listening to music, while watching TV, etc), perform worse in standardized cognitive tests that measure working memory, attention, and task-switching (although a more recent study in 2013 suggested the opposite effect for task-switching).

Heavy media multitaskers may be more vulnerable to distraction and interference from irrelevant sources of information. When you constantly bounce between multiple sources of entertainment and work, you may well be training your mind to become more volatile and less able to sustain attention on the one important task you really need to complete.

Insomma, oltre ad essere palesemente non vero che l'uomo sia in grado di fare due cose contemporaneamente, c'è un'ampia crisi sulla memoria, sull'attenzione e sulle performance.

Cosa ci fa Starbucks a Milano?

Lo spiega bene Luca Carbonelli, imprenditore nell'industria del caffè. Dentro non ci trovate i beveroni americani, né le ciambelle al cioccolato. Non trovate il classico bar all'italiana, ma ben altro.

Un'esperienza. Termine che penso sia keyword per il retail degli anni a venire. 

Starbucks a Milano non è una semplice caffetteria Startbucks come quelle che abbiamo conosciuto viaggiando per il mondo, una di quelle in cui abbiamo imparato ad apprezzare i suoi prodotti di punta come il frappuccino o i muffin; Starbucks, a Milano, nella nostra Milano, ha aperto la prima roastery d’Europa targata USA. E per il mercato del caffè italiano è una benedizione.
Si tratta di una torrefazione, una fabbrica, uno stabilimento, una azienda vera e propria di produzione di caffè. Vi consiglio di cercare su google la differenza tra torrefazione e caffetteria.
Dal sito Starbucks di Milano partirà la distribuzione del caffè prodotto in loco e che sarà venduto e consumato nei vari punti Starbucks di tutta Europa.
La produzione
Nella sala principale di Starbucks di Piazza Corbusio è installata una tostatrice Scolari FIMT 60, con cui ogni ora è possibile tostare fino a 180 kg di caffè. Dagli articoli di giornale apparsi online in questi giorni viene comunicato che l’ orario di apertura del locale al pubblico sarà dalle 06.00 alle 23.00, ma che la tostatrice sarà attiva h24. Questo vuol dire che la torrefazione ha una capacità produttiva giornaliera di circa 4320 kg di caffè verde, che si tramuterà in circa 3450 kg di caffè tostato in grani, dei quali solo una piccola parte saranno trasformati e consumati coi vari sistemi di erogazione della bevanda all’interno del locale; la stragrande maggioranza saranno confezionati per esser spediti.

Update: Se avete voglia, Luca ha fatto un secondo articolo con un po' di approfondimenti.

Starbucks Milano

Prendi un selfie e mettilo da parte

Da ieri anche in Italia è disponibile Art Selfie, la funzionalità all'interno dell'app Google Arts & Culture che permette di scattarvi un selfie e provare a vedere a quale volto di un dipinto assomigliate di più.

Insomma, una sorta di caccia al sosia direttamente nella Storia dell'Arte. Come cita il post del blog di Google:

Art Selfie si basa su una tecnologia di visione artificiale basata sul machine learning. Quando fate un selfie, la vostra foto viene confrontata con i volti delle opere che i nostri musei partner ci hanno fornito. Dopo pochi attimi, vedrete i risultati insieme a una percentuale che stima la somiglianza visiva di ogni abbinamento con il vostro viso. Il vostro selfie diventa una porta per entrare nel mondo dell’arte: toccate il vostro sosia per scoprire più informazioni su di lui o su un artista di cui forse non avete mai sentito parlare.

Ora. Io detesto i selfie. Sempre e comunque. Ma forse questa volta è uno stimolo per scoprire qualche nuova opera. Diciamo che l'app dà risultati spesso diversi in base alla luce e l'angolazione con cui scattiamo la foto, con pochi risultati sovrapponibili tra uno scatto e l'altro. Giudicate un po' voi:

Una trovata divertente per avvicinare la generazione smartphone alla conoscenza. Anche se dubito i più spendano altro tempo all'interno dell'app, che devo ammettere è fatta piuttosto bene.

Si può zoomare su tutta la Starry Night 😍 (argomento del quale sono piuttosto ossessionato)

Notifiche irritanti

Il loop in cui l'avvento delle app (di ogni genere, non solo quelle dei social media) ci ha trascinato è un baratro pericoloso in cui è facilissimo cadere e altrettanto semplice scaricare la batteria del proprio smartphone nel giro di qualche ora.

Luca ne scrive sul suo blog

Il mio telefono non suona mai. Non un trillo, non una vibrazione, niente.
Le notifiche hanno lo scopo di interrompere quello che stiamo facendo per ottenere immediata attenzione. A me non interessa essere interrotto.
Per questa ragione ho disabilitato tutte le notifiche e consento solo la visualizzazione del numero di messaggi non letti vicino ad alcune applicazioni che sono importanti per me.
Se ricevo un messaggio su Telegram, per esempio, l’unica cosa che appare é un piccolo “1” a fianco all’icona. Quando ho tempo apro Telegram e lo leggo. E solo se mi va, rispondo.

Ho letto un altro post sullo stesso argomento. Non sono forse così drastico come Luca, ma ci vado vicino raccogliendo anche lo spunto del secondo scritto. 

It’s always easy to blame technology, but it’s important to note that it isn’t technology itself that is at the heart of the problem, but our own inability to handle it. After all, not all notifications are created equal. And in order to better understand the evolution from relevance to noise, we need to briefly talk about how we got to where we are today.

Ho adottato questa tecnica anche io ormai da molti anni. Le mie uniche notifiche attive sono quelle dei messaggi, di whatsapp (silenziando però i gruppi con più di 5 persone) e le chiamate. Tutto il resto, email comprese, vive soltanto attraverso i pallini rossi che mi indicano che c'è qualcosa che mi attende. Scelgo io, in base alla mia esperienza di utilizzo e sensibilità, quando "affrontarli".

Il mio equilibrio l'ho trovato così. Lo reputo il solo modo per riuscire a non farmi domare dal mio smartphone e dalla costante richiesta di engagement delle piattaforme sociali che più views fanno, più bigliettoni verdi si portano a casa alla fine del mese.

Il FOMO nasce però ben prima dell'epopea di Facebook e Instagram e l'instancabile voglia di apparire belli e famosi. Il primo drammatico esempio sui dispositivi mobili arriva proprio con l'introduzione del diabolico push automatico delle email sul finire degli anni '90. E da qui un'escalation inarrestabile sino ad arrivare al punto in cui la nostra testa è sempre più piegata verso il basso, con lo sguardo e una superficiale attenzione indirizzati ad uno schermo rispetto all'ambiente che ci circonda, la natura, ma soprattutto l'altro.

Se non decidete a priori quali contenuti esplorare e quando è il momento corretto per farlo, c'è solo un output possibile: Distrazione (sia chi guida che non) e distruzione (Time.com e NYTimes).

La tecnologia è una cosa magnifica, e la stessa che ci ha portato le notifiche è la medesima che permette di limitarle.

Il problema non è il mezzo, ma il contenuto della piattaforma e scegliere se diventare spettatori inermi o avere il controllo.

Kindle Oasis (2017) 9a generazione

Lo scorso autunno ho acquistato il nuovo Kindle Oasis da 8GB. La seconda versione del top di gamma della famiglia eReader di Amazon.

Ho deciso di puntarci per due motivi. Il primo, il mio vecchio Kindle (di ormai almeno 8 anni fa) stava tirando le cuoia e l'assenza di retroilluminazione mi stava infastidendo non poco, soprattutto nelle mie letture notturne.

Tuttavia, solo la scorsa settimana sono riuscito a utilizzarlo intensivamente. 

L'Oasis ha un'ergonomia abbastanza interessante, ha una parte convessa sul retro che permette la presa con una mano sola e due tasti fisici di supporto, oltre allo schermo touch, per avanzare o retrocedere nelle pagine. 

Non importa quale sia la vostra mano dominante, lo schermo è in grado di ruotare di 360° in modo da permettere di utilizzarlo indistintamente con la destra o con la sinistra. 

La batteria

Mantenendo la luminosità automatica e la modalità aereo attiva e con qualche sync realizzato in Wi-Fi, la batteria del Kindle Oasis è durata 3 settimane senza la necessità di essere ricaricato. Con sessioni di lettura di intorno 1 ora e 30 min abbondante al giorno. 

Sono abbastanza soddisfatto del risultato, permettendomi di partire senza cavi e senza l'apprensione che si sarebbe scaricato. Mi sarei aspettato di più, ma leggendo un po' online si può prolungare la durata della stessa di un paio di settimane in più se si controlla il livello di luminosità manualmente e la si mantiene costantemente tra il 9 e il 10.

Impostazioni e aggiornamento pagina

Le impostazioni dell'Oasis consentono di fare moltissime cose, talune ereditate dai precedenti modelli di Kindle: condivisione sui social, sottolineare e prendere note, apprendimento di nuove lingue, un browser sperimentale, acquistare nuovi eBook etc.

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Ma c'è una funzionalità sulla quale mi sono soffermato e non ne comprendevo l'utilità: Aggiorna pagina

Spulciando online ho dato conferma a quanto supposto. La funzionalità permette di attivare o disattivare il "refresh" dello schermo una volta che si cambia pagina. Cosa significa?

Se si guarda attentamente lo schermo dopo che si è girata pagina si può notare un effetto chiamato "ghosting", alcune tracce dei caratteri della pagina precedente rimangono sullo sfondo. È un effetto molto difficile da notare, lo si inizia a percepire se si è una sessione di lettura continuativa di 100+ pagine senza aver spento o messo in pausa il Kindle. La convenienza di avere questa funzionalità settata su Spento è quella di avere una scorrevolezza più morbida tra una pagina e l'altra e un consumo minore della batteria.

Io l'ho lasciata sempre su Spento e non ho notato nessun effetto ghosting particolarmente accentuato. Scomparso subito dopo lo stand-by e la riaccensione successiva.

Mentre lasciarla su Acceso eviterà sì la comparsa dell'effetto ghosting in toto, ma si avrà un sobbalzo di una frazione di secondo tra le due pagine. C'è da specificare che di tanto in tanto il Kindle procede in automatico a fare un refresh dello schermo anche se la funzionalità è settata su Spento, idem avviene nel momento in cui il Kindle va in stand-by e poi viene riacceso. 

La cover

Ho acquistato la cover in tessuto originale Amazon. Stranamente da quando ho ordinato l'eReader la custodia non è mai stata disponibile (ma ne trovate su ebay ancora intonse a prezzi decenti), né nella versione tessuto né in quella in pelle, con Amazon che suggerisce gli acquisti di accessori di terze parti. L'ho pertanto dovuta acquistare usata, ma in condizioni fortunatamente eccellenti.

Anche per gli altri miei accessori elettronici prediligo l'acquisto di accessori originali, mi è sempre sembrato che l'attenzione e la cura per i dettagli non è minimamente comparabile ai prodotti "non originali".

Nonostante la custodia abbia recensioni mediamente negative, fa comunque il suo dovere, protegge bene la parte più importante e fragile, lo schermo, incastrandosi perfettamente con la parte concava dell'Oasis.  

Standing cover Kindle Oasis

Usabilità 

In generale il passaggio da uno schermo verticale a uno sostanzialmente quadrato non mi ha destabilizzato più di tanto, anzi, mi ci sono abituato praticamente subito. La leggerezza e l'impugnatura ergonomica consentono dopo poco di dimenticare il supporto fisico che si sta "reggendo", consentendo di immergersi soltanto nella lettura. 

La cover scelta, così come le tante altre proposte su Amazon, ha la possibilità di piegarsi su se stessa consentendo di fungere da piedistallo e utilizzare il Kindle appoggiato su una qualsiasi superficie, così come ho fatto durante il mio viaggio in aereo, lasciando l'eReader sul tavolino.

Conclusioni

Esteticamente rimane piuttosto anonimo, cercando però di distaccarsi un po' dalla concorrenza, cambiando dopo tanti anni la classica forma a libro e abbracciando maggiormente l'ergonomia e la facilità con cui si deve reggere in mano. Riuscendoci pienamente a mio avviso. 

Il materiale utilizzato per rivestire la parte posteriore è un alluminio molto resistente che non teme né acqua né sabbia. Non so dirvi la tenuta dello schermo, in quanto ho deciso di proteggerlo con una pellicola trasparente

Tra i tanti "aggeggi" elettronici in mio possesso, il Kindle Oasis è sicuramente tra gli acquisti più azzeccati. Fa ciò che deve, lo fa meglio di qualsiasi altro (ho provato per qualche settimana un Kobo Aura HD, ma 👎🏻) e il prezzo, dopo un utilizzo intensivo, diventa più che giustificato. 

★★★★

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