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Il design è il nuovo marketing

Era un po’ che non leggevo un post di Seth Godin così interessante. Nel cercare di definire cosa sia un brand e quali elementi lo contraddistinguano dagli altri, fa un esempio piuttosto calzante.

Se Nike dovesse aprire un hotel sapremmo per certo quale sarà il suo stile, al contrario se Hyatt dovesse realizzare un paio di sneaker non avremmo idea di come sarebbe il risultato. Il Design è il nuovo marketing. La scelta di differenziarsi senza prendere scorciatoie, senza badare soltanto ai profitti, ma pensando prima i propri clienti.

And what is a brand? It’s not the logo, certainly. I have no idea what Everlane’s logo is. The brand is our shorthand for the feelings that an experience creates, the promises that a product or service brings with it.

If Nike announced that they were opening a hotel, you’d have a pretty good guess about what it would be like. But if Hyatt announced that they were going to start making shoes, you would have NO IDEA WHATSOEVER what those shoes would be like. That’s because Nike owns a brand and Hyatt simply owns real estate

Ora. L’esempio pratico di queste affermazioni arriva proprio ieri, proprio da Nike. Uno dei suoi atleti, Tiger Woods, vince un torneo dopo tanti anni, dopo tanti vicissitudini che lo hanno portato dalle stelle alle stalle. Nessun brand come Nike sa cavalcare queste onde, comunicando i propri valori nel momento in cui conta.

Moise Kean

Moise è un giovane italiano nato a Vercelli nel 2000. Gioca per la Juventus. E ieri ha deciso di esultare così davanti la tifoseria ospite dopo il suo goal e in seguito a lunghi minuti di ululati razzisti.

Condivido il pensiero del fratello di fede bianconera Corrado Giustiniani sulla questione:

LA PROTESTA ESEMPLARE DI KEAN – Non il movimento delle braccia a ombrello, non la ancora più volgare esibizione dei genitali di cui si erano resi protagonisti prima Diego Simeone e poi Cristiano Ronaldo, ma un gesto nobilissimo, per protestare contro gli ululati razzisti che si erano elevati contro di lui.

Moise Kean, attaccante della Nazionale e della Juventus nato a Vercelli e cresciuto ad Asti, dopo il suo gol si è limitato a rivolgersi verso la curva dello stadio di Cagliari e ad allargare le braccia, rimanendo in quel gesto pacato, scultoreo ed esemplare, a metà fra un “avete visto cosa ho fatto, io nero?” e un “del razzismo non se ne può proprio più”. 

Complimenti davvero. La lezione di un diciannovenne.

SportAndrea Contino
A quanti km/h vanno le auto nella tua città? 

Nelle città che funzionano, però, le biciclette sono il modo più veloce di spostarsi. 

Lo dicono anche nel bel video con cui Copenhagen accoglie il Tour de France del 2021

E sono spesso il modo più veloce di spostarsi anche nella città che non funzionano. Solo che in queste città è più scomodo e più pericoloso. Queste città non funzionano per nessuno. 

A quanti km/h vanno le auto nella tua città? 

Cars being reduced to speed of horse and carriage in busy city centres. E continuiamo. 

Solo per il piacere di stare seduti. Come se non stessimo seduti già fin troppo a lungo.

Massimo fa riflettere. A Milano il più delle volte si è in coda, si va piano, e devi contare almeno dai 20 ai 30 minuti per raggiungere parti diverse della città. Se non molto molto di più.

Non solo Copenhagen, ma tante tante città del nord europa sono pronte da decenni alla rivoluzione su due ruote.

A Milano no. Mancano le infrastrutture dedicate, quelle che ci sono sono a macchia di leopardo. Ricordo i miei due test di Ofo e Mobike. Passavo la maggior parte del tempo su marciapiede o contromano per poter evitare di essere investito.

Chissà se mai arriveremo ad una città a misura di bici. E il freddo, la pioggia, le distanze…Sono tutte scuse.

Sport, LifeAndrea Contino
Brand e icone. L'impatto di #CR7 sugli account social della @Juventusfc

Dopo 12 giorni dall'annuncio, questi alcuni effetti:

Juventus e il problema della maglia

A questo punto direi irrisolvibile. 

O meglio, l'anno scorso sembrava di sì. E quindi siamo tornati indietro di due anni

Quella bruttissima patch dello sponsor sembrava un incubo dimenticato, ma eccolo riaffiorare più terribile che mai. 
Perché non è stato mantenuta la pulizia della stagione che si sta per concludere?

Dilemmi irrisolvibili, appunto. 

SportAndrea Contino
First Team: Juventus. La docu-series su Netflix

Se non l'hai ancora capito tifo Juventus. Contestualmente sono un discreto divoratore di serie TV. Facile immaginare il mio giubilo nello scoprire la combinazione delle due cose.

Vedete. A me il trailer ha fatto lo stesso effetto di quello di Batman vs Superman. Doveva essere il film dell'anno e poi sappiamo tutti come è andata. Ecco, la serie documentario prodotta da Netflix sulla Juventus ha il sapore di quei dvd che cercano di farti comprare alla fine di una gita in gondola a Venezia.

Una voce narrante molto lontana da una fruizione italica, davvero troppo impostata, quasi copia-incollata da quella utilizzata in inglese. Da cui si percepisce chiaramente come la serie è più indirizzata ad un pubblico estero, del resto l'obiettivo della Juventus è quella di espandere il suo pubblico al di là dei confini nostrani.

Nonostante credo sia la prima squadra di calcio al mondo a fare un'operazione del genere sulla più importante piattaforma di streaming, lo storytelling si è concentrato soltanto sulla prima parte della stagione attuale, un prodotto quindi destinato ad una fruizione poco duratura nel tempo.

A mio avviso si sarebbe potuto fare un'operazione differente, non per forza quella nostalgica improntata a raccontare i fasti della squadra che fu, ma quantomeno cercare di estrapolare i valori per i quali la Juventus dovrebbe essere riconosciuta e famosa.

Buon tentativo, ottima la fotografia così come la regia, ma dallo storytelling scialbo e superficiale.

Sport, TV e CinemaAndrea Contino
Finalmente

Finalmente. Dopo la scelta scellerata dell'anno passato, in adidas qualcuno è rinsavito ed è riuscito a creare proprio una bella maglia. Soprattutto a giocare bene con le ombre del logo Jeep ed eliminare quel fastidioso cerotto che da anni ci perseguitava. 

Acquisto obbligato.

SportAndrea Contino
Roger Federer nella leggenda

Roger Feder quest'anno compie 36 anni, che per un tennista è tanto, ma anche dopo 6 mesi di stop, ieri ha incantato il mondo contro Rafa Nadal.

Purtroppo non sono riuscito a vedere la partita, ma Rivista Undici sembra riassumerla bene, così come l'aura che esiste a questo immenso campione svizzero che a me piace paragonare ad Andrea Pirlo, perché come lui è impossibile non ammirarlo.

Quello per Roger Federer è un amore trasversale, che non solo ignora i confini stretti dei campi da tennis e travalica quelli dei diversi sport, ma sconfina in ambiti dove solitamente il tennis non è argomento di discussione. È un amore che ha a che fare con la bellezza del gesto bianco, con l’armonia di un corpo, che nel tennista di Basilea trova un’espressione sublime e forse inarrivabile.

Su Twitter trovate tanti video degli scambi eccezzionali.

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SportAndrea Contino