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Perché in aereo ci sono turbolenze?

Per la serie misteri irrisolti.

You’re on an airplane when you feel a sudden jolt. Outside your window nothing seems to be happening, yet the plane continues to rattle you and your fellow passengers as it passes through turbulent air in the atmosphere. What exactly is turbulence, and why does it happen? Tomás Chor dives into one of the prevailing mysteries of physics: the complex phenomenon of turbulence.

LifeAndrea Contino
Come fare scelte difficili?

Which career should I pursue? Should I break up -- or get married?! Where should I live? Big decisions like these can be agonizingly difficult. But that's because we think about them the wrong way, says philosopher Ruth Chang. She offers a powerful new framework for shaping who we truly are.

LifeAndrea Contino
Vuoi costruire un ricordo? Non fotografarlo

Uno spunto interessante. Questo articolo del TED riporta l’opinione di una psicologa americana:

“When you take a photo of something, you’re counting on the camera to remember for you,” Henkel said. “You’re basically saying, ‘Okay, I don’t need to think about this any further. The camera’s captured the experience.’ You don’t engage in any of the elaborative or emotional kinds of processing that really would help you remember those experiences, because you’ve outsourced it to your camera.”

In other words, if your camera captures the moment, then your brain doesn’t. Henkel came up with a frightening term for this phenomenon: the “photo-taking-impairment effect.”

Sostanzialmente se vuoi cercare di ricordarti un momento speciale e lo vuoi fare attraverso l’occhio della fotocamera è quanto di più sbagliato tu possa fare. Non c’è nessun ingaggio dal punto di vista emotivo perché è come se lo avessimo delegato al nostro scatto.

In sostanza, se la tua fotocamera cattura il momento, non lo fa il tuo cervello.

Non so cosa ne pensino appassionati fotografi, ma è un vizio che fortunatamente sto man mano perdendo durante i concerti.

Dapprima cercavo di catturare in video e foto il momento per poi riguardarlo a posteriori. Cosa che mi sono accorto poi di non fare mai.

Perciò ci ho dato un taglio. Godersi il momento senza filtri è impagabile.

Fatalità

+ People. La parte più divertente del mio lavoro, e negli anni ho imparato a considerarla tale, è assistere ad incontri con persone all’apparenza molto carismatiche, si sono costruite negli anni uno standing e un’aura più che invidiabile, si circondano di VIP, ti guardano dall’alto al basso come se fossero investite di un potere divino, delegano a fidi galoppini qualsiasi attività esecutiva. Ma soprattutto hanno i minuti contati, durante i quali hanno il compito di lanciare una bomba, un’idea rivoluzionaria nella stanza in cui si trovano per poi far finta di avere un’agenda piena di appuntamenti con le più alte cariche delle prime 10 aziende del mondo, e quindi scusami tanto ma mi hai già fatto perdere troppo tempo io me ne devo andare.

Ho imparato a divertirmi in queste situazioni. Forse da giovane avevo soggezione di persone del genere, perché chissà mai quale esperienza avessero per comportarsi in questo modo. Poi col tempo mi sono reso conto che poi le loro idee tanto rivoluzionarie non sono, che son state solo molto brave a far credere a chi gli giro attorno di essere su un gradino più alto del processo evolutivo.

Una maschera da indossare per sentirsi amate, meglio con loro stesse, trovare il proprio senso della vita. Fake. Anzi, Counterfeit. Non sapete quanto sono felice di non essere una persona del genere, ma esattamente l’opposto

Krill. Io non mangio pesce. Di nessun tipo. Nemmeno i crostacei o quello crudo. Faccio solo eccezione per il tonno in scatola e i bastoncini di pesce fritti. Che mi dicono non sapere di pesce, in effetti. Questo mi obbliga a fare una terapia integrativa di Omega 3 o comunque di tutte quelle sostanze che non ingerisco evitando il pescato. Tipicamente sono pastiglie di Krill. Il che mi fa sentire innanzi tutto una balena. L’effetto collaterale è l’incapacità di digerirle da parte del mio organismo, indi per cui avere sempre in bocca per almeno un paio d’ore un fastidiosissimo sapore di pesce.
Forse me lo merito.

+ Vetro. Qualche giorno fa è piovuto un sasso dal nulla sul mio parabrezza. Non avevo nessun veicolo davanti quindi non riesco ancora a capacitarmi circa la sua provenienza. Il vetro si sta crepando di qualche millimetro al giorno sempre di più.
Credetemi le pratiche per farselo sostituire hanno tempi biblici. Speriamo a breve di arrivare al dunque.

+ Brava Fabrics. Quasi per caso mi sono imbattuto in questo brand spagnolo. Stavo cercando delle camicie meno bragalone e più vicine al mio stile. Collo stretto, in alcuni casi all’italiana con bottone, ma in linea generale non troppo lunghe sul corpo. Da portare anche fuori dai pantaloni. Diciamo che ho praticamente rifatto la collezione nel guardaroba. Brava Fabrics è molto di più, infatti ho acquistato anche due maglioni e qualche altro capo. La storia del brand è molto interessante e l’etica che perseguono altrettanto.

LifeAndrea Contino
Primo bacio

TED brings to life Tim Siebles poem 'First Kiss' as part of TED-Ed's series 'There's a poem for that' . The series features animated interpretations of poems both old and new that give language to some of life's biggest feelings.

LifeAndrea Contino
Disordine minimal

Mostly, I write è il canale Telegram di Antonio Dini da cui traggo molte ispirazioni per i miei post.

Ad esempio quello di oggi dedicato all’ordine sulla scrivania dell’ufficio.

Io sono un disordinato cronico. Nel senso che la mia scrivania è un casino e anche quando decido di mettere in ordine, dura sì e no un paio di giorni.

In questo articolo di Medium alcuni sedicenti esperti associano l’ordine o il disordine con la produttività o l’assenza della stessa:

Having a clear space helps you avoid decision fatigue. If you have a lot of clutter on your desk, it creates a lot of stimuli for your brain to constantly react and respond to. Likewise, if you have a lot of stuff in your space that you have to move and shift around, you’ll likely feel flustered and spend more time finding the things you need. Be intentional and selective about what goes where. If you have a lot of decor you love, consider switching it out weekly instead of trying to fit it all on your desk at once.

Tuttavia io nel mio disordine mi ci trovo molto bene, so esattamente dove sono le mie cose e non penso riuscirei mai a cambiare il mio sistema.

Anzi, riordinare mi produce l’effetto opposto. La mia memoria muscolare mi tradisce ed essendo abituato in un certo modo, la frustrazione è doppia proprio perché non so più dove siano le cose.

Non so quale sia la giusta ricetta, ma dubito ce ne debba essere una a tutti i costi.

LifeAndrea Contino
🐟

Non ho mai sopportato i Pesci d’Aprile.

Forse nemmeno gli scherzi. Tranne quelli telefonici, quelli mi ammazzano dal ridere se fatti bene.

Per il resto li trovo un’inutile perdita di tempo.

Soprattutto quella tremenda moda cavalcata da tanti brand, solo per far parlare di sé durante la giornata di oggi.

Plauso a Microsoft per aver interrotto la pratica.

Chissà poi perché si chiama così. Continuo a pensare derivi dalla faccia di chi subisce lo scherzo.

Fate i buoni e usate il vostro tempo in modo più sensato.

LifeAndrea Contino
Multiforme

Anche per me è bello essere in tanti qui dentro. C’è sempre qualcuno pronto a salvarti le chiappe. Chiamala voce della coscienza, multi-personalità, due lati della stessa medaglia. Quando impari a conviverci è soddisfacente.

Non c’è nulla di male ad avere una moltitudine di persone dentro di sé. C’è quello che ti porta sempre a casa anche quando hai qualche birra in corpo. Quello che ti fa addormentare se ti ha preso l’ansia. Quello che ti urla dentro cose che altrimenti sfogheresti fuori. Quello che ti fa uscire dal locale prima che dilaghi la rissa. E non serve nemmeno andare tutti d’accordo.

LifeAndrea Contino
Capita

Di non aver nulla da dire, per un giorno.

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Il Many se ne va al bar di solito.

Io penso mi darò al prosciutto crudo di Parma questa sera a cena.

Ho mai scritto qui della mia passione per il prosciutto crudo? Non mi pare. Ecco, questa è una delle volte in cui penso che essere nati in Italia sia una gran fortuna.

Averne così tante qualità tutte a disposizione non è per niente male. Avete mai assaggiato quello umbro tagliato al coltello?

Durante il mio precedente lavoro però, l’epifania.

Tra i mercati di cui mi sono occupato vi era la Spagna. E lì con l’Jamón ibérico è stato amore a prima vista.

Lo mangiavo anche a colazione con Pa amb tomàquet.

Andare in Spagna e fare scorta di Jamón un po’ mi manca.
Batte spesso e volentieri il prosciutto crudo nostrano. Almeno per me.

P.s.: Il migliore mai provato qui.

Life, FoodAndrea Contino