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L'ultimo miglio della lista nozze

Partecipo al programma di affiliazione Amazon da qualche anno ormai. Ci guadagno un’eresia, giusto il minimo sindacale per pagare il rinnovo del dominio, ma va bene così. Non ho mai avuto pubblicità sul blog e non la vorrò mai.

La scorsa settimana però mi è arrivata questa email.

Ciao Andrea Contino,

a partire dall'1 febbario 2019 ti sarà possibile guadagnare un Bounty di €3,50 per ogni tuo visitatore che crea una Lista Nozze su Amazon. 

La Lista Nozze di Amazon offre alle coppie accesso a più di 250 milioni di articoli, può essere personalizzata e permette di: 1) visualizzare la lista degli articoli raccomandati e più popolari, 2) condividere la lista con amici e parenti con un clic, tramite e-mail o social media, 3) scaricare la lista delle persone che hanno contribuito, per poterle ringraziarle tutte facilmente, 4) avere consegne senza costi aggiuntivi per i clienti Prime.

L’ultimo miglio è stato raggiunto.

Dopo la lista nascite, Amazon gestisce anche le liste nozze. Il prossimo step penso sarà sposarsi comodamente da casa davanti una sessione Skype.

InternetAndrea Contino
Ansia giustificata

La newsletter domenicale di Carola Frediani è sempre ricca di spunti. L’uscita odierna è dedicata alla madre di tutti i data breach:

È arrivato il primo mega data breach del 2019. La prima grossa raccolta di indirizzi email e password di utenti che dopo aver fluttuato in Rete per un po' è stata infine identificata da alcuni ricercatori di sicurezza. Come vedremo, in realtà, si tratta di più di una raccolta. Ma quella che è uscita per prima e di cui si è parlato molto si chiama Collection #1. Ed è importante per due motivi principali: è di dimensioni notevoli (772.904.991 di indirizzi email unici e 21 milioni di password uniche); e non è chiaro ricostruire da quali siti e servizi arrivino questi dati, o quanti siano nuovi e quanti vecchi, il che rende più faticoso per utenti e aziende mitigare eventuali rischi.

Collection #1 è stata prima segnalata dal noto ricercatore di sicurezza Troy Hunt, il quale gestisce l'ottimo sito Have I Been Pwned, che permette a chiunque di verificare - in modo sicuro - se la propria email è presente in qualche data breach. Un sito che ormai è utilizzato da singoli individui e perfino aziende per tenere sott'occhio quando un database bucato e leakato da qualche parte contiene i propri indirizzi.

Vi consiglio di verificare la vostra email nel sito qui sopra. Se siete in uno degli elenchi la sola cosa che vi suggerisco di fare è cambiare password ai vostri account più importanti online.

Utilizzare un password manager, io ad esempio utilizzo da qualche anno 1Password, può essere un ottimo metodo per generare password sicure e conservarle senza doversele ricordare a memoria. Se utilizzate un sistema Apple il browser Safari ha un sistema di generazione e gestione password molto affidabile. Ovvio, questo se utilizzate solo Apple, se utilizzate più sistemi operativi può non essere la scelta più efficace.

InternetAndrea Contino
Nessun dorma

Già oggi per il cittadino digitalmente competente (abbiate pazienza) gli imbecilli sui social non solo non sono un problema ma proprio non esistono. Non li vede, a meno che non lo voglia, non li ascolta, le loro stupide parole non condizionano alcunché. Per costoro la frase di Eco è quella di un palombaro che canta il Nessun dorma nelle profondità degli abissi.

Massimo ritorna sulle parole di Umberto Eco. O meglio una sola: gli imbecilli.

Una frase di 4 anni fa. Non la presi benissimo. Ma con molto meno sangue negli occhi di me, il ragionamento di Massimo mi ha ricordato ciò che pensavo allora e che penso tutt’oggi.

Tant’è ancora oggi vivo benissimo senza imbecilli. La rete ha dei filtri silenziatori potentissimi e molto facili da usare.

Per fortuna.

InternetAndrea Contino
Progetti di conservazione

Internet è un luogo magnifico. 

Chi non lo reputa tale non ne ha mai capito l'essenza e l'utilità. O probabilmente lo sta utilizzando per farsi assorbire il cervello da like, gattini, gif animate o tutte e tre assieme.

Si dice che Internet non dimentichi. Non dimentica quella foto da ultra ubriachi appena usciti da un malfamatissimo locale postata sul tuo profilo senza il tuo consenso, non dimentica i siti che hai visitato, ma qualche volta non dimentica anche le cose buone.

Archive.org è da qualche anno ormai il più grande progetto di archiviazione al mondo. Contiene non solo la memoria storica dei siti web, ma anche foto, video, libri e software. Cosa che in pochi sanno. 

Oggi ne ho scoperto un altro, un progetto infinitesimale rispetto ad Archive.org, ma nostalgico e romantico per la tipologia di archivio che propone. È un progetto tedesco e si chiama: Conserve The Sound

Conserve The Sound

I rumori più iconici degli oggetti del passato, registrati finemente per ricordarci forse momenti felici o tristi di strumenti che hanno scandito la nostra vita.
Il Walkman e quello della videocamera mi hanno riportato alla mente gli anni dell'infanzia, la prima musica e i primi tentativi di sperimentazione video. Il primo con tutti quegli scatti che sembrava dovesse distruggere la cassetta da un momento all'altro, la seconda con dei versi che nemmeno dei cetacei in pieno oceano. 

Poi ne ho scoperto un altro. Forse più simile ad Archive.org, ma in un paio di clic parte immediatamente l'effetto nostalgia per chi, pioniere del web come me, era abituato a vedere i siti fatti in questo modo. Si chiama Web Design Musem e raccoglie circa 900 siti selezionatissimi dal 1995 al 2005.

Web Design Museum

Internet è un luogo magnifico.

InternetAndrea Contino
From Nomadism to Feudalism: A Web Transition
Over the past 25 years, the web appears to have transitioned from a primarily nomadic culture to a mostly agrarian one, mirroring the Neolithic Revolution 10,000 years ago.
The simplicity of HTML-only site building, spaces like Geocities & Angelfire, and cultural artifacts such as web rings coupled with poor search engine tech saw us navigate the web like nomads: from point to point, link to link.
The web has developed & so have the skills necessary to build within it. HTML was easy. CSS took a little more time & JS more again, alienating most and establishing a class hierarchy. Discovery was solved, weakening point-to-point navigation.
The literate Priesthood can still build & interface with the web, but the vast majority of people are relegated to the peasantry. “Fortunately” for them, motivated benefactors have offered a Faustian bargain to make their lives “easier”.
Corporate Feudalism has emerged to create centralized, “safe” spaces for the peasantry to work & play. Attention is farmed and sold in exchange for convenience, protection, mediated self-expression & an indifferent audience. You can do anything if it’s within their borders.

Interesting point of view by designer Alexander Singh.

My question is: When will the Renaissance come? 

InternetAndrea Contino
Facebook cambia. Di nuovo.

Questa notte Mark Zuckerberg ha scritto questo post su come in Facebook vogliano trasformare il servizio da qui al prossimo futuro.

Facebook.png

Sinceramente, il post non appare essere molto chiarificatore. Ci sono molte zone grigie che forse solo l'articolo sul portale PR della compagnia riesce a chiarire: 

With this update, we will also prioritize posts that spark conversations and meaningful interactions between people. To do this, we will predict which posts you might want to interact with your friends about, and show these posts higher in feed. These are posts that inspire back-and-forth discussion in the comments and posts that you might want to share and react to – whether that’s a post from a friend seeking advice, a friend asking for recommendations for a trip, or a news article or video prompting lots of discussion.
We will also prioritize posts from friends and family over public content, consistent with our News Feed values.
What does this mean for Pages and public content?
Because space in News Feed is limited, showing more posts from friends and family and updates that spark conversation means we’ll show less public content, including videos and other posts from publishers or businesses.
As we make these updates, Pages may see their reach, video watch time and referral traffic decrease. The impact will vary from Page to Page, driven by factors including the type of content they produce and how people interact with it. Pages making posts that people generally don’t react to or comment on could see the biggest decreases in distribution. Pages whose posts prompt conversations between friends will see less of an effect.

In soldoni:

  • Apparirà maggior contenuto proveniente dai vostri amici rispetto a quello di pagine di brand e media
  • Quindi, di conseguenza, meno news o contenuto sponsorizzato, meno video notizie, meno video pubblicitari
  • Una forte lezione per tutti quelli che hanno deciso di delegare a Facebook soltanto il ruolo di portatore di traffico principale verso i propri contenuti esterni alla piattaforma. Ancora una volta la grande lezione del web è quella di diversificare e frammentare

Ora, non so dire sinceramente come questo influenzerà il nostro utilizzo del social network che negli anni ha puntato a diventare il solo utilizzo di Internet stesso per molti utenti con un PC o uno smartphone.

Non è molto ben chiaro, tra l'altro, cosa accadrà a quei contenuti media condivisi dai nostri amici provenienti da fonti esterne, se subiranno una penalizzazione da parte dell'algoritmo o saranno riconosciuti come scintilla per dar vita a conversazioni. 

Preparatevi quindi ad una nuova ondata di video di gattini su cui discutere fino alla morte. Evviva la UGC. Le news ci hanno rotto le scatole.  

Bye bye Medium (?)

Medium, la piattaforma dedicata a blogger e scrittori che sta puntando a creare una solida community formata da creatori di contenuto, ha da poco rilasciato il suo ennesimo aggiornamento sia grafico per le app mobile e tra poco inizierà a pagare gli utenti che hanno deciso di attivare il loro partner program.

La novità da poco introdotta che fa più discutere è quella degli "applausi". Al termine di ogni articolo c'è una graziosa icona a forma di 👏. Più "claps" si ricevono più si ha la possibilità di monetizzare, stando a dei calcoli proprietari di Medium.

Insomma, è come se su Facebook creaste un canale dedicato a degli abbonati e veniste remunerati in base al numero di like. Un sistema piuttosto basico per calcolare la bontà di un contenuto.

Come ricorda  bicyclemind, citando Dave Winer, la trovata sembra essere di quelle di una piattaforma alla frutta, che inoltre ha perso e continuerà a perdere pubblicazioni del calibro di The Ringer:

 Change is afoot on the Medium side of things. Earlier this year, Film School Rejects and Pacific Standardmoved away from the platform; this month, the Awl announced that they went back to WordPress with their old custom theme. The Ringer and Backchannel also left Medium. Once again, I can tell those sites apart from each other.

Insomma, la community è bella, ma nessuno vuole vedere annaspare i propri contenuti tra montagne di cartacce. E se per farsi leggere bisogna ricorrere ai vecchi metodi di cross-linkare e spammare sui social, il concetto stesso che sta alla base di Medium va a farsi benedire. 

Restiamo ad osservare.