Il mio personalissimo problema con Netflix

Sino a un paio di anni fa Serie TV erano sinonimo di pirateria. Per molti di noi, inutile nasconderci. Giga e giga di file scaricati illegalmente per vedere Lost con i sottotitoli presi da ItalianSubs. Pratica comune vero?

Beh l'arrivo di Infinity, SkyOnline e l'ampia scelta messa a disposizione dalle piattaforme Sky e Mediaset hanno da parte mia completamente azzerato questa becera pratica di rubare soldi a delle produzioni culturali e mi hanno soddisfatto quasi sempre in termini di offerta.

Poi è arrivato un certo programma che aveva a che fare con i popcorn, aveva perché stranamente ha chiuso qualche giorno fa. Non voglio fare nessuna dietrologia, ma stranamente è appena arrivato Netflix in Italia.

Mentre negli altri Paesi di Europa Netflix esiste già da qualche anno e c'era persino a Cuba, noi poveri italiani abbiamo dovuto aspettare sino alla settimana scorsa per poterci iscrivere e accedere ad un'offerta troncata, monca e senza possibilità di ampliarne il catalogo anche cambiando la lingua con la quale si accede.

Certo, come dice Simone nel sul post su Wired Netflix altro non è che una videoteca e poco possiamo farci se non è stata in grado di garantirsi i diritti per questa o quella serie, o se al contrario ha deciso di vendere una propria produzione a Sky invece di trasmetterla sulla propria piattaforma (leggasi ad esempio House of Cards).

Tuttavia il mio problema persiste. Evitiamo di paragonare Netflix allo Spotify della TV. Non è così.

Se all'apparenza potrebbe sembrare similare il modello, Netflix oltre a distribuire contenuti li produce anche. Un po' come se Spotify diventasse una casa discografica. E benché anche i servizi musicali stiano giocando molto sulle esclusive di alcuni album, hanno in buona sostanza quasi tutte le produzioni artistiche rilevanti. Quindi se cerco un album dei Led Zeppelin lo troverò sia su Spotify, Rdio, Deezer etc. 

La realtà delle piattaforme veicolanti film e serie TV è molto molto diversa. Massimo cita un professore ascoltato in radio. 96 piattaforme di video on demand in Europa fanno si che i contenuti ai quali vorrei accedere sono frastagliati, vinti da logiche di accaparramento di una certa audience rispetto ad un'altra. 
Se dovessi dar retta a tutti e vedere legalmente tutte le serie TV che vorrei vedere credo con lo stipendio non arriverei a fine mese a furia di abbonamenti.

Dunque se via aspettate da Netflix un maxi contenitore con tutto, che riesca a risolvere i problemi del mondo, così non è.
È un ottimo prodotto, badate bene, non è una critica nei suoi confronti, anzi. Finalmente riesce a rispondere con un singolo abbonamento a tanta domanda che altrimenti avrebbe costretto a spendere la stessa cifra per un singolo film alla volta.

Nonostante questo mi manca terribilmente una piattaforma in grado di aggregare in maniera legale (sarei disposto a pagare anche 50 euro al mese) tutto lo scibile umano a livello di produzioni televisive e filmiche. 
So bene, però, resterà un sogno incompiuto a causa delle logiche del mercato e del profitto. Al quale è riuscito a rispondere soltanto un piccolo granello di mais, trasformatosi poi in popcorn. Scaduto troppo presto e incompreso dalle major su quello che gli utenti realmente volessero da una piattaforma online di contenuti.

Ps. Netflix non subirà nessuna flessione a causa della poca banda in Italia. Con una 7Mega di Telecom e una Xbox attaccata al televisore va che è un piacere.