Chiamare le cose con il loro nome

Questa mattina leggevo il post di Linda sulle similitudini dei nomi scelti dai brand per i loro prodotti:

La questione giuridica dei trademark, delle ricerche di anteriorità, dei nomi di marca che devono essere distintivi ed inediti per essere difendibili, è regolata in base a classi di prodotto: prodotti diversi possono avere nomi simili ed anche identici. Ma prodotti simili devono avere nomi diversi per non generare sovrapposizione.

[...]la domanda da porsi è quanto sia opportuno avere un nome che ricorda un altro prodotto e un’altra maison. Ciascuno dei due marchi è evocativo e identificativo, ma per la loro somiglianza riportano l’uno all’altro e rischiano di essere confusi[...]

Non so nemmeno perché mi interessa così tanto il mondo del naming, tuttavia mi è venuto in mente un caso molto simile da quello descritto in quel post, visto non troppo tempo fa in giro per la città. Dior e Bulgari hanno chiamato un loro orologio con lo stesso significato, ma con un significante differente.

Strana scelta per due marchi dello stesso gruppo: LVMH.