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Carta e penna

Leggendo The Game di Baricco mi sembra che ciò che sto per linkarvi sia vetusto e poco attuale. Eppure sono molto d’accordo con questi punti di Om Malik:

Paper and pen help you recall things better. They activate the “reticular activating system,” which allows us to filter out unnecessary information. This is in stark contrast to social platforms, which fill us with nonsense by the second.

1. It is faster to write on paper and pen. Many of us just can’t type fast enough. Also, it is easier to scan a piece of paper and retrieve the information.

2. Paper is highly portable. A piece of paper and a small pencil or pen don’t need much space. And it never runs out of batteries (though, there is a risk of running out of ink).

3. Paper and pen allow you to focus, as there are no notifications in a notebook. When taking notes in a notebook, you are unlikely to be distracted with the latest tweet from your friend or the President.

Google (or Facebook) can’t track it — yet

TecnologiaAndrea Contino
Come vengono creati gli emoji?

Sapevi che puoi proporre anche tu il tuo?

New sets of emoji are released each year. But did you know they were created by everyday people? Here's the process of how an emoji is made and how you can submit an idea that you think would be a great addition.

Cambiare tecnologia

In questi giorni ho davvero tanto tempo da riempire con tutta la multimedialitĂ  possibile che vi venga in mente.

Sono finito in un vortice di thread su twitter sulla pericolosità degli strumenti che siamo abituati ad utilizzare online ormai da una decina d’anni e più.

Non vanno più bene, non sono più sicuri, la nostra vita è in pericolo. Gmail da sostituire, Dropbox men che meno, il tuo CMS non ti indicizza più e quindi va sostituito, per non parlare dei dati personali e quindi devi spostare tutto immediatamente e affidarli ad una start-up estone. E così per tanti altri servizi.

C’è però che l’abitudine è una brutta bestia e la comodità da essa derivata ancora di più. C’è che sono incensurato, pago le tasse e non ho segreti di stato da nascondere a nessuno e di certo quanto mi è più caro e importante non lo salvo su nessuno di questi servizi e ove necessario prendo tutte le dovute precauzioni del caso (cambio password spesso, 2-step verification etc.). Pertanto continuerò ad utilizzare quelli che meglio rispondono alle mie esigenze prendendo le dovute precauzioni, ma evitando di farmi spaventare più del dovuto.

Sinceramente rinunciare a tutto ciò per paura di essere targettizato, spiato o quant’altro ha gran parte di verità, ma è altrettanto vero che l’allarmismo è spesso e volentieri esponenzialmente amplificato senza una tangibile ragione.

Il furto di identità e dei dati online è spesso e volentieri colpa dell’utente stesso e questo il più delle volte è dovuto dalla scarsa educazione digitale. Non può purtroppo essere una giustificazione e piuttosto di dover andare a cercare con il lanternino soluzioni alternative riguardanti la privacy e tutte queste menate, basterebbe porre la dovuta attenzione ai tanti settings a disposizione di account che già utilizziamo quotidianamente.

Io ci ho anche provato a spostare questo blog altrove, a cambiare provider di email, a passare da Safari ad altri browser, ma non ho più voglia di dover re-imparare tutto daccapo. Piuttosto “spreco” il mio tempo nell’aggiustare i miei profili attuali, cercando di limitare i danni.

Stampelle

Complice un’aggiustatura al menisco sono costretto a casa e a deambulare con le stampelle per due settimane buone.

Non che sia la prima volta, ma come accaduto in passato ogni volta mi stupisco della stupiditĂ  delle stampelle.

Stupidamente semplici assolvono a una funzione molto pratica, stupide perché se abbandonate a loro stesse non riescono a stare in piedi. Se non le appoggi doverosamente e con la necessaria accortezza partecipano autonomamente al naturale suicidio procurato dalla forza di gravità.

Un oggetto che serve per tenerti in piedi non riesce a farlo da solo. I paradossi dell’umanità.

Dato il molto tempo a disposizione, metà del quale passato con del ghiaccio e con le punture di eparina nella pancia, ho terminato la terza stagione de La Casa di Carta, di cui parlerò in un post a parte, ho quasi finito Dark, e iniziato -totalmente incurante della FOMO- The Game, il libro di Alessandro Baricco.

Mi riserverò di dare un giudizio finale non appena terminato, ma già da queste poche pagine l’ho trovato forzatamente arzigogolato nei ragionamenti, una giusto approccio a ciò che ci ha condotto a dove siamo ora, ma con una complicazione del linguaggio non necessaria. Ora non so se questo sia lo stile proprio di Baricco, del resto è il suo primo che leggo, ma leggere il nostro tempo come una rivoluzione mentale è per certo il giusto approccio a questi 20 anni di follia collettiva.

Solo che ci sono molti altri testi, molto meno intrecciati su loro stessi, in grado di raccontare la realtĂ  dei nostri tempi in maniera piĂą semplice e meno sensazionalistica.

Per camminare all’interno della comprensione della realtà dobbiamo avvalerci di stampelle, supporti letterari in questo caso, atti a guidarci e sostenerci per capire cosa diamine sta accadendo con il digitale. Ma come le stampelle dovrebbero essere facili e immediati, non più complessi della materia stessa della quale stiamo cercando risposte.

Ah, e console si scrive console e non consolle. La consolle è quella del deejay o dove si trova la strumentazione di un veicolo.

Ritratti di IA

Trasforma il tuo volto in un capolavoro di pittura con AI Portraits.

"Portrait masters rarely paint smiling people because smiles and laughter were commonly associated with a more comic aspect of genre painting, and because the display of such an overt expression as smiling can seem to distort the face of the sitter. This inability of artificial intelligence to reproduce our smiles is teaching us something about the history of art."

AI Portraits
Ancora sul deepfake

Dopo il video su Carrey, ottima spiegazione di The Atlantic.

“We are crossing over into an era where we have to be skeptical of what we see on video,” says John Villasenor, a senior fellow at the Brookings Institution. Villasenor is talking about deepfakes—videos that are digitally manipulated in imperceptible ways, often using a machine-learning technique that superimposes existing images or audio onto source material. The technology’s verisimilitude is alarming, Villasenor argues, because it undermines our perception of truth and could have disastrous consequences for the upcoming U.S. presidential election.

Un Jim Carrey molto falso

Ieri mattina, ancora imbambolato dalla colazione, sono rimasto per 5 minuti buoni a rivedere questo spezzone di The Shining con un Jim Carrey talmente talentuoso da domandarmi quanto fosse sottovalutato a questo punto come attore.

No. Non ho pensato a un video deepfake come prima cosa. Non l’ho fatto in primis perché Carrey ha già fatto imitazioni di Jack Nicholson molto convincenti in passato, quindi l’ho ritenuto possibile. In seconda battuta perché mi è venuto in mente Rami Malek e le sue movenze fotocopia in Bohemian Rhapsody, pensando la stessa cosa di Carrey: un allenamento estenuante tanto da imitare anche il più piccolo dettaglio.

Un abbaglio, certo. Un gran casino, come dice Gruber, in realtĂ :

On the surface this is just fun. But we’re obviously going to soon have real-world scandals based on these “deep fake” videos. Right now, video footage is a compelling way to prove something is true. What happens when we can’t trust video?

Perché ok, è divertente, ma basta leggere i tweet di risposta al video qui sotto per rendersi conto quanto sia facile far credere alle persone una realtà distorta. Distinguere la finzione dalla realtà diventerà sempre più complesso, come se non lo fosse già.

Un’allucinazione collettiva supportata da software molto potenti.

Il codice impossibile

Jim Sanborn created a sculpture containing a secret message. It sits on the grounds of CIA headquarters in Langley, Virginia. Yet no one has been able to solve it. Code breakers from around the world have tried for 30 years. They’re stumped. The artist meets with people like cryptologist Elonka Dunin who are desperate to solve the mystery at his Maryland studio every year or so. But Sanborn won’t divulge any clues. It’s too much fun keeping everyone guessing.