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Fenomeni che non lo erano

Perché Thegiornalisti non saranno dei fenomeni, come potrà facilmente convenire chiunque mastichi un minimo di musica, non sono neanche questo grandissimo fenomeno commerciale (leggetevi le classifiche consuntive Fimi GfK e ne riparliamo), ma sono soprattutto uno straordinario fenomeno mediatico. Il prodotto di una stampa prona e un airplay importante, quel certo non so che chiacchierino coinciso con l’uscita di Completamente Sold Out (2016) che ne ha fatto i profeti indiscussi del cosiddetto indie italiano. Movimento che in realtà non esiste.

Non è mai bello quando qualcosa finisce, non è mai bello quando la musica fallisce. Non ascolto musica italiana, ma i Thegiornalisti è stato impossibile non ascoltarli almeno una volta in radio.

Eppure questa volta mi sento dire per fortuna è tutto finito.

MusicAndrea Contino
Quattro note mortali

Think back to some of the most dramatic scenes in film history — from The Lion King, The Shining, It’s a Wonderful Life. Besides being sad or scary, they have something else in common: the dies irae. “Dies irae” translates from Latin to “Day of Wrath” — it’s a 13th-century Gregorian chant describing the day Catholics believe God will judge the living and the dead and send them to heaven or hell. And it was sung during one specific mass: funerals.

As Catholicism permeated world culture, the melody of the chant was repurposed into classical music, where it was used to convey a deathly, eerie tone. From there it worked its way into films — and if you don’t already know it, you’ve almost certainly heard it before: It’s played over and over in our scariest and most dramatic cinematic moments.

Cinema & TV, MusicAndrea Contino
La musica che non c'è più

Dove sono io ora? Dove sono andato? Dove è finita la mia musica?

Ho scoperto musica che mi piaceva negli ultimi vent’anni. Ma le canzoni che mi hanno emozionato come mi capitava un tempo, in cuffia con il volume al massimo nella mia camera di studente, si contano sulle dita di una mano. Quattro o cinque in tutto, in un periodo molto lungo. Non ve le elencherò. Nei due decenni precedenti erano state invece centinaia, anche se molte di queste — ne sono convinto — rimangono solide certezze solo perché collegate ai meccanismi del ricordo e del rimpianto.

Il post di ieri di Massimo racconta una realtà molto comune. O per lo meno è ciò che vivo anche io nei miei mid 30s.

Al di là dell’improvviso imbruttimento della musica, provo ad aggiungere la mia personale esperienza.

Le canzoni pop e mainstream si sono via via accorciate, per permettere una fruizione veloce mordi e fuggi, sempre di più escono singoli ed EP invece di album proprio per rispettare questa logica.

Questa è la prima diretta conseguenza dell’avvento delle piattaforme di streaming, le quali nel tempo sono riuscite a creare dei comportamenti al limite dell’isteria. L’accesso a una libreria pressoché infinita di brani fa scattare spesso la voglia di voler ascoltare il più possibile di un genere musicale, stando dietro alle nuove uscite del venerdì, così come le varie playlist suggerite.

L’abbondanza crea dipendenza da ascolto superficiale.

Molto raramente si ascolta un album fino a consumare la batteria dello smartphone e ci si emoziona ancora più di rado.

Per vendere bisogna uniformarsi alle logiche contemporanee del mercato, anche se serve passare attraverso una musica inascoltabile (che poi per alcuni non lo è affatto ovviamente), e sono sempre più rari quegli artisti che prediligono la fedeltà al proprio stile musicale sopra le logiche di mercato.

Dal mio personale punto di vista sono questi a rimanere gli ultimi baluardi di una produzione artistica seria.

Insomma, se da un lato Spotify ci ha liberato dalle catene dell’inaccessibilità dell’ascolto, dall’altro ci ha relegato a un mondo di musica superficiale che passa dalle nostre orecchie con rapidità senza lasciare emozioni o ricordi. Quelle che ci riescono il più delle volte sono fuori da qualsiasi classifica Billboard e non ne sente parlare nessuno. Il vero lavoro da fare su quelle piattaforme da parte dell’utente è cercare quelle gemme nascoste e tenersele strette fino alla prossima playlist.

MusicAndrea Contino
Finestre aperte, musica a palla

Da ragazzo non riuscivo ad accettare quando i miei genitori mi dicevano abbassa il volume dello stereo, cos’è quella musica? Ma che musica vi fanno ascoltare di questi tempi?

Più che altro non riuscivo a comprendere le differenze generazionali, perché il loro orecchio non fosse allenato al cambiamento, mi domandavo se la “nostra” musica degli anni ‘90 e inizio 2000 avesse davvero qualcosa di sbagliato e poco orecchiabile. Anzi, poco musicale.

Eppure col senno di poi sapevo che non era così.

Salto di 20 anni. Nello specifico, inizio estate 2019.

Per evitare un insensato utilizzo dell’aria condizionata a casa, apriamo puntualmente tutte le finestre verso l’imbrunire e dormiamo con le finestre aperte da fine maggio più o meno fino a quando arrivano i primi freddi. Periodo durante il quale il calendario scolastico va scemando e i teenager si riversano sulle strade la sera per ritrovarsi con la cumpa.

Quest’anno è esplosa questa mania di andarsene in giro con una cassa bluetooth nello zainetto e girare con la musica a palla. Il problema è che la musica in questione è la Trap.

Nulla in contrario alla libertà ad ognuno di ascoltare il genere che più preferisce, ma ho compreso finalmente quanto mi dicevano i miei genitori. Mi sono domandato quando e come è successo di non riuscire più a sopportare la musica contemporanea, dove hanno fallito gli artisti e come siano arrivati a generare quell’obbrobrio di Trap.

O forse semplicemente sto invecchiando e non riesco ad accettare quei rumori allucinanti che i giovani amano e definiscono musica.

MusicAndrea Contino
Aggiornamenti e pubblicazioni

Ciò che più mi infastidisce di essere in ferie è la musica in streaming.

I pochi giga a disposizione, andare in vacanza in luoghi per lo più lontani da città e confusione, l’amare l’ascolto di nuova musica il venerdì all’uscita di nuovi dischi risultano ingredienti per una miscela esplosiva.

So già che non riuscirò ad ascoltare musica nelle prossime due settimane e la cosa mi innervosisce già adesso.

Ho tempo fino a martedì per consumare le novità di oggi, Feeder e Slipknot pubblicati appena in tempo.

MusicAndrea Contino
Cose arretrate
Shadow Warrior 2

Ho finalmente fatto ordine nella libreria digitale della mia Xbox. Scoprendo di avere decine di giochi da finire.

Tra la frenesia delle recensioni da consegnare in tempo quando ancora pubblicavamo su Fuorigio.co e la mia personale frenesia ad acquistare alcuni giochi al day-one che se no sai mai che scappano via lontano ho accumulato troppe cose giocate a metà o alcune proprio lasciate lì e nemmeno avviate.

Settimana scorsa ho terminato il secondo capitolo di Telltale dedicato a Batman: Enemy Within, che più che un gioco è un’avventura grafica dove il coinvolgimento è relegato ai quick time event sulla scia di Shenmue.

Sono passato (e ci sono ancora su) a Shadow Warrior 2.

Sono sempre stato fan del gioco originale che non so dire quante volte giocai su PC. Quando uscì il remake nel 2013 lo giocai avidamente e finii in pochi giorni. Quando poi arrivò il secondo capitolo lo giocai molto poco, nel 2016 c’erano una quantità innumerevole di titoli da “scartare” e così lo lasciai lì in disparte.

La verità è, come ho scritto anche nella mia mini recensione tweet di ieri, che Shadow Warrior 2 pur essendo un FPS molto spartano e davvero di bassa lega sotto molti aspetti (grafica e meccaniche), risulta estremamente divertente e godibile perché caratterizzato da una ignoranza difficile da trovare oggi in altre proposte simili.

Perciò ho deciso che mi prenderò il tempo che serve, ma voglio giocarmi tutti quei titoli che sono lì a prendere polvere perché possono esserci gemme nascoste e quello che uscirà da qui nei prossimi anni lo sceglierò molto attentamente. Il tempo a disposizione è oramai poco, quindi quando sono pad alla mano dovrà essere un momento di qualità.

Nel frattempo ti consiglio il greatest hits degli Spoon per passare bene la giornata.

Black Pumas

È da un po’ che non parlo di musica, ma la segnalazione di oggi merita. Il mio “pusher” fidato di consigli musicali, COME UN KILLER SOTTO IL SOLE, ha pubblicato la recensione di Black Pumas disco di esordio della omonima band.

Ecco, in poche parole, la genesi di una band, la cui musica pesca a piene mani dal r’n’b’ e dal soul, senza disdegnare però qualche incursione rockista e qualche pennellata dalle sfumature psichedeliche. In scaletta, dieci canzoni evidentemente ispirate al classico suono Motown, alla musica del grande Curtis Mayfield e, a cagione del timbro vocale di Burton, con richiami anche a Steve Winwood e Ray Charles. Un approccio molto classico, quello dei Black Pumas, ma rinfrescato da un suono scintillante e da arrangiamenti davvero efficaci, che tolgono la polvere dai solchi con una passata di intrigante modernità.

[…]

Un esordio coi fiocchi, quindi, e un album che, pur possedendo un suono molto classico, sa mescolare con modernità le carte, riuscendo con eclettismo a tenersi lontano dal prevedibile. Coloro che non più tardi dello scorso anno si erano perdutamente innamorati del disco di Fantastic Negrito, con i Black Pumas troveranno nuovi motivi per essere felici. Consigliatissimo.

MusicAndrea Contino
Arrivederci iTunes

Ieri Apple ha ufficialmente spento ai motori a uno dei programmi più amati e odiati da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la musica.

Paladino del mercato nel 2003, assieme all’iPod ha salvato la musica dall’oblio della pirateria, e rivoluzionato il modo di fruirla. Tuttavia non è mai stato in grado di adattarsi alle logiche dello streaming e alla leggerezza di Spotify.

Finalmente arriva un’app soltanto dedicata alla musica e nello specifico Apple Music, alleggerendo e non di poco l’accesso allo streaming.

Il NY Times scrive una lettera d’addio.

But let’s not remember iTunes as the mess it became. Instead, let’s remember it as it once was: a revolutionary product that transformed the music industry, ushered in a new model of digital ownership and tamed a messy, chaotic part of the internet by building something simple and elegant to replace it.

Apple Music