Chester

C'è che sembrava andare tutto bene. Ma no. Cosa ne sappiamo noi, pubblico, così distanti dai nostri idoli e ispiratori, pensando di conoscerli come i nostri migliori amici, mentre di loro non sappiamo proprio niente se non qualcosa della loro arte?

Che sarà pure un piccolo grande pezzo del loro essere, ma non abbastanza grande da rappresentarlo tutto.

Ai Linkin Park ho voluto bene. Sono stati un pezzo importante della colonna sonora della mia vita. Hanno contribuito (insieme ai Limp Bizkit) a dare vita e sviluppare un sotto genere, il nu-metal, poco considerato e bistrattato da molti, ma che ha inevitabilmente segnato la storia dell'hard rock agli inizi del millennio. Forse l'ultima grande wave di un rock potente con qualcosa da dire.

Parlo al passato. Ultimamente quel sound greve e grezzo ha lasciato spazio a sonorità elettroniche, più dolci, più di massa. Il culmine con l'album rilasciato proprio recentemente e per il quale il cantante Chester Bennington è stato accusato in modo piuttosto pesante di aver abbandonato il pubblico delle origini. 

Io tra quelli.  

Purtroppo o per fortuna ti leghi ad un cantante o una band perché rappresenta bene o male ciò che si ama ascoltare, le sonorità e i testi. Quando non è più così ci si sente traditi. 

Come lui si è sentito tradito dalla vita. 

Sono andato lo stesso a sentire il loro ultimo concerto in Italia. Il 17 Giugno a Monza. Erano in coda alla lista delle band ad esibirsi quel giorno. E un po' con quello spirito di tradimento ho deciso che no, non valeva la pena restare fino all'ultima canzone, c'era troppa gente e sicuramente avrebbero suonato tutte quelle dell'ultimo album.

Me ne sono andato filmando un frame di Castle of Glass, prima di voltarmi e andarmene via. Un mese dopo, forse e molto probabilmente, i linkin park non saranno mai più gli stessi. 

Paradossalmente, Chester ha deciso di togliersi la vita il giorno del compleanno di Chris Cornell. Un'altra perdita recente troppo allucinante. A cui aveva dedicato queste parole:

Human stupidity

Read about the 5 laws on Quartz

  1. Law 1: Always and inevitably everyone underestimates the number of stupid individuals in circulation.
  2. Law 2: The probability that a certain person be stupid is independent of any other characteristic of that person.
  3. Law 3. A stupid person is a person who causes losses to another person or to a group of persons while himself deriving no gain and even possibly incurring losses.
  4. Law 4: Non-stupid people always underestimate the damaging power of stupid individuals. In particular non-stupid people constantly forget that at all times and places and under any circumstances to deal and/or associate with stupid people always turns out to be a costly mistake
  5. Law 5: A stupid person is the most dangerous type of person.

Palermo in una foto

Al solito, una non era sufficiente. Il resto della serie "in una foto" la trovate qui.

Finalmente

Finalmente. Dopo la scelta scellerata dell'anno passato, in adidas qualcuno è rinsavito ed è riuscito a creare proprio una bella maglia. Soprattutto a giocare bene con le ombre del logo Jeep ed eliminare quel fastidioso cerotto che da anni ci perseguitava. 

Acquisto obbligato.

Salite e discese

Una volta a marzo era normale nevicasse. Ora Milano sembra più Los Angeles che la grigia e nebbiosa strega acchiappa colori.

Ma se possibile - un'operazione alla spalla non troppo complessa, ma con tempi di recupero infiniti, la tua squadra del cuore che non fa quello che dovrebbe fare e all'opposto tante soddisfazioni professionali, qualcosa di speciale ritrovato e tante emozioni diverse tutte in una volta - oltre alle astruse condizioni meteo, questi avvenimenti qui elencati mi stanno facendo ultimamente riflettere sul "non tutto sempre può andare bene così non tutto sempre può andare male" e non c'è nulla che tu possa fare, se non metterci il massimo, sempre.

Tentare.

Un equilibrio invisibile di fili sottili e tesi, mossi da chi o cosa riesce difficile capirlo. Ma è tutto così sorprendente nella vita, talvolta, da lasciarti a bocca aperta. Come Liam Gallagher, dalla personalità furiosa, ritrovarsi a cantare con i Coldplay (🙈) o scusarsi per l'assenza del fratello ad un concerto benefico.

liam gallagher twitter.JPG

O come vedere cinghiali uscire dall'oscurità e andare in spiaggia al chiaro di luna in una notte d'aprile, una stella cadente in giugno in Lombardia o parlare in diretta nazionale su Radio Deejay.

Era da un pezzo che non...Voglio continuare a sorprendermi.

Maybe I will never be all the things that I want to be
But now is not the time to cry now's the time to find out why
I think you're the same as me we see things they'll never see you and I
We're gonna live forever
Maybe I don't really wanna know
How your garden grows cos I just want to fly
Lately, did you ever feel the pain?
In the morning rain as it soaks you to the bone
Maybe I just want to fly I want to live I don't want to die
Maybe I just want to breathe maybe I just don't believe
Maybe you're the same as me we see things they'll never see you and I
You and I are gonna live forever
We're gonna live forever

Presenza online

Look, I get that I’m the nut who doesn’t want to use Facebook. I’m not even saying don’t post your stuff to Facebook. But if Facebook is the only place you are posting something, know that you are shutting out people like me for no good reason. Go ahead and post to Facebook, but post it somewhere else, too. Especially if you’re running a business.
The number of restaurants, bars, and other local establishments that, thanks to crappy web sites they can’t update, post their daily specials, hours, and important announcements only via Facebook is growing. That’s maddening. Want to know if we’re open this holiday weekend? Go to Facebook.
Go to hell.
It’s 2017. There are a million ways to get a web site set up inexpensively that you can easily update yourself. Setting up a Facebook page and letting your web site rot, or worse, not even having a web site of your own, is outsourcing your entire online presence. That’s truly insane. It’s a massive risk to your business, and frankly, stupid.

Riflessione della domenica mattina post finale Champions League. Il designer Joe Cieplinski scrive del paradosso di molte attività, dalla più disparata dimensione, di far affidamento a Facebook come unica presenza online della propria azienda. Postando soltanto lì orari di apertura chiusura, offerte in corso etc. etc.

Se da un punto di vista spiccio questa possa sembrare la cosa più sensata da fare, visto che "ma oggi giorno chi non c'è su Facebook?" è sempre bene ricordare che c'è almeno metà della popolazione (perlomeno in Italia, dati di Vincos) che su Facebook proprio non c'è e magari accede su Internet in altro modo. E quindi se voglio mandare ad un amico senza account alcune informazioni rilevanti, mi risulta impossibile farlo perché non ci potrà accedere.

Infine. Facebook, benché ce lo si auguri tutti (o forse no, fate voi), non è eterno e non siamo nella posizione di sapere se avrà vita più lunga dell'attività che NOI stiamo gestendo. 

Insomma, tirar in piedi un sito web oggi è cosa da 10 minuti. Un rischio per il proprio business facilmente evitabile in pochi clic. 

Portinaio salvavita

Intanto, nella nostra realtà urbana, i custodi stanno ricomparendo in nuove vesti e forme. Non sono più là per ordinare provvidamente la bombola del gas, spiare e smistare cartoline nelle buche, sorridere al dottore, o dar lustro al palazzo, ma sono indispensabili per una fluida accoglienze a libri, abiti, alimenti, articoli che ogni giorno attraversano la città per raggiungere persone sedute alle loro scrivanie a sfogliare cataloghi lontani, e a ridere da soli di battute in differita. Ogni tanto, queste persone abituate a desiderare a distanza, però, hanno ancora bisogni senza tempo come canarini da nutrire e piante da innaffiare d’estate, o semplicemente figli da far giocare in cortile.

Rivista Studio pubblica un post piuttosto interessante su come la figura del portinaio sta cambiando volto e forma in base alle nuove esigenze dei coinquilini. Diciamo che si trasformano il più delle volte in dei veri e propri salva-vita. Delle certezze su cui contare nel momento in cui siamo in attesa del prossimo acquisto.

E lo capisco bene, perché qui in provincia la logica del portinaio non esiste proprio e allora se lavoro da casa due giorni di fila posso calcolare per tempo una consegna con Prime, altrimenti devo fare affidamento su dei punti di ritiro qui in zona, che però alcune volte si sono presi la premurosa briga di rimandare dietro il pacco senza ragione alcuna, oppure chiedere ad amici le cui aziende consentono l'arrivo di pacchi personali.

Certo è che la logistica e il modo di fare acquisti è cambiata radicalmente e quei pochi negozianti del settore retail che ancora non se ne sono resi conto, stanno per chiudere.

Ah, ottimo passo avanti di DHL che per alcun merchant mette a disposizione all'interno dell'app la possibilità di stabilire giorno e ora in cui si è in casa per ritirare il pacco. Dovrebbero fare un po' tutti così, anche se mi rendo conto non sia il massimo organizzativamente parlando.

Buoni acquisti.