Chi urla di più, la vacca è sua

Grazie Letizia. Non cambierei una virgola di quanto dici. Purtroppo è così, e sono estremamente felice di passare gran parte del mio tempo a studiare, leggere e ricercare per arricchirmi senza per forza scriverlo ogni 5 minuti online.

Il rischio del personal branding, come diceva già molto tempo fa la mia amica Daria, è che si finisca per avere “la reputazione online di avere una reputazione online”. 

Non riguarda solo i liberi professionisti: abbiamo avuto tutti, in azienda, colleghi che investono l’80% del tempo a dire quanto lavorano e a far apparire colossale anche un risultato immaginario. “Chi urla di più, la vacca è sua”, mi aveva insegnato una collega. 

Nel rumore della rete le personalità ingombranti soffocano il sottobosco, togliendogli la luce. Falsano la percezione: tutto sembra concludersi in proclami altisonanti, onniscienza, onnipresenza, verità assolute, pochi dubbi e soluzioni certe, pronte da comprare. Il mondo sembra di chi urla più forte per avere (o vendere) la vacca. Quanto inquina le nostre giornate questo tipo di rappresentazione del proprio lavoro, se non di se stessi? Quanto spazio toglie a confronti più costruttivi questo ragliare costante?

ComunicazioneAndrea Contino