Quei due sulla banchina

Da qualche mattina mi trovo a fare un tragitto diverso per andare al lavoro.

Passo per un paese limitrofe al nostro e incontro ogni mattina due signori, non li definirei anziani, ma piuttosto avanti con l’età, sicuramente magri e in gran forma ma canuti e con i volti visibilmente segnati dal tempo.

Sono sempre seduti alla banchina del bus, ogni giorno, alla stessa ora.

Solo che il bus loro non lo prendono. La banchina è il loro tavolino del bar.

Discutono animatamente tutti i giorni, come se uno raccontasse all’altro di aver trovato la soluzione ai problemi climatici del mondo e l’altro per controbattere ha trovato le cure alle più tragiche delle malattie.

Eppure ogni mattina quando li vedo non posso fare a meno di pensare quanto siano liberi. Mi dico quanto sia facile giudicarli dai pochi secondi in cui scompaiono dal mio finestrino, si potrebbe pensare siano dei barboni o degli ubriachi della prima ora.

Invece la realtà è che non so niente di loro, magari sono ricchissimi e hanno trovato il loro modo speciale di occupare il tempo, dove non devono rendere conto a nessuno se non a loro stessi.

E a me tutto questo teatrino ispira una sola cosa: libertà.

LifeAndrea Contino