A quando uno Spotify per gli ebook?

Se il TUTTO è la nuova unità di misura dell’era della post-esperienza e post-verità, come dice Baricco in The Game (appena terminato), mi domando come non esista ancora una soluzione efficace per rispondere a questa aspettativa nel mondo dei libri.

Mi spiego meglio. 

Se entrando in Spotify sappiamo di poter accedere tendenzialmente a tutta la musica del mondo, e parzialmente con Netflix, et similia, lo stesso per cinema e serie tv, mi domando quando arriverà una soluzione paritetica per i libri.

Ok esiste un tentativo di rispondere a questa domanda da parte di Amazon. Ma sono certo che lì avrò una scelta nel catalogo all’interno del quale potrò andare a spulciare.

Oggi come al tempo di Napster la fruizione di eBook è tramite l’acquisto diretto di un singolo articolo, oppure passa attraverso i mari oscuri e profondi della pirateria.

Esistono gruppi sterminati di chat dove le persone si scambiano caterve di titoli in barba a qualsiasi legge, un po’ come avveniva agli albori del 2000 con i file mp3.

Ora, non so quantificare l’emoraggia prodotta da questi milioni di eBook invenduti, e forse non ho nemmeno voglia di andare a cercare i numeri.

A sensazione credo sia un danno non indifferente per il sistema.

A differenza di un mp3 o di un film non so quanto un libro “in streaming” possa fruttare all’autore dello stesso, pena anche il fatto di una riproduzione il più delle volte singola e non multipla come nel caso di una canzone.

Ma confido nel fatto che se si è trovato il modo di monetizzare i primi due, non vedo perché non si possa fare anche con i libri e i suoi autori.

Forse è per questo che sempre di più le persone tornano ad acquistare un libro fisico. Al di là delle esperienze sensoriali, la spesa è giustificata da qualcosa di fisico che posso tenere in mano e custodire.