Faceapp, divertente ma...

Ma come al solito stiamo regalando petabyte di dati a una società russa che sostanzialmente può e potrà fare ciò che vuole di tutte queste belle immagini che stiamo ritoccando per vanità personale e la paura di essere troppo decrepiti tra una decina d’anni.

NssMag fa una breve analisi di ciò.

Il successo dell'app è almeno in parte dovuto alla nostra paura di invecchiare: non vorremmo sapere tutti come saremo a 65 anni? Quante rughe avremo e come apparirà il nostro volto? E se davvero sarà quello il nostro aspetto fra 50 anni, siamo ancora in tempo per cambiarlo con prodotti ad hoc e creme per la pelle? Forse quest'ultimo è un passaggio troppo forzato, in fondo è solo un'app per divertirsi, ma questa riflessione non può essere sfuggita ai maggiori beauty brand del mondo, che vedendo quali sarebbero le parti del viso più soggette all'invecchiamento avrebbero un buon punto di partenza per sviluppare un prodotto mirato di sicuro successo.

La diffusione di questa app, però, non può non farci venire qualche domanda sulla sicurezza e sulla privacy dei nostri dati personali. FaceApp, infatti, non è mai stata chiara sull'utilizzo che fa delle immagini dei suoi utenti: al momento la società non è coinvolta in nessuno scandalo informatico relativo all'utilizzo dei dati personali, ma è molto probabile che ogni immagine che scattiamo con l'applicazione resti sul server della stessa, conservata in modo sicuro e potenzialmente disponibile per chi ne avesse bisogno. In pratica il divertimento di un minuto - lo scatto di un selfie - si trasforma in FaceApp nell'accumulo di centinai di migliaia di informazioni personali, che ancora non sa come utilizzare. 

Ma c’è di più, o meglio, sarebbe la prima cosa da leggere prima di utilizzare qualsiasi app. I termini di servizio di Faceapp riportano chiaramente quanto segue. Divertente eh, ma fino a un certo punto.

Faceapp terms of service