La rivoluzione lo-fi di KaiOS

Domenica è giornata di calma e lettura newsletter. Quella, già citata, di Antonio Dini nel numero odierno parla di un nuovo sistema operativo che avevo completamento perso dai radar.

KaiOS è l’alternativa lo-fi ad Android e iOS e pare sia in rapida crescita. Andando a soddisfare una domanda fino ad oggi inascoltata.

Quello che sta succedendo, da un anno a questa parte, è una specie di rivoluzione low-fi, che viaggia veloce ma non velocissima: il cambiamento di paradigma e l'arrivo di telefoni che non sono potenti, flessibili e intrusivi come gli smartphone, ma qualche freccia smart comunque ce l'hanno. KaiOS è di San Diego e ha fornito il sistema operativo al 21% dei telefoni consegnati nel mondo nel 2018; a oggi ci sono 85 milioni di apparecchi KaiOS nel mondo. Pochi ma crescono. Il loro obiettivo è gigantesco: siccome costano poco e la batteria dura molto, vogliono arrivare a conquistare quel 34% della popolazione mondiale che non ha un cellulare e quel 57% che non usa internet mobile a causa del prezzo e della mancanza di accessi. 

Servono per la comunicazione telefonica, via sms e messaggi, forse per le mappe (ma anche no). Google sta lavorando delle app di riconoscimento vocale per rendere il sistema operativo un po' più smart. Personalmente uso il Nokia anche come hot-spot portatile (funziona molto bene) con la sim di Iliad che ha un sacco di giga. Per il resto, non fanno praticamente niente. 

C'è addirittura una fotocamera totalmente inutile da 2 megapixel e uno schermino a colori. Ma sono la rivoluzione per interi pezzi di mondo, ad esempio l'India: in quel Paese hanno il 16% del mercato, sono il secondo sistema operativo dopo Android e prima di iOS (fermo al 10%). E sono attraenti anche per noialtri italiani.