Disordine minimal

Mostly, I write è il canale Telegram di Antonio Dini da cui traggo molte ispirazioni per i miei post.

Ad esempio quello di oggi dedicato all’ordine sulla scrivania dell’ufficio.

Io sono un disordinato cronico. Nel senso che la mia scrivania è un casino e anche quando decido di mettere in ordine, dura sì e no un paio di giorni.

In questo articolo di Medium alcuni sedicenti esperti associano l’ordine o il disordine con la produttività o l’assenza della stessa:

Having a clear space helps you avoid decision fatigue. If you have a lot of clutter on your desk, it creates a lot of stimuli for your brain to constantly react and respond to. Likewise, if you have a lot of stuff in your space that you have to move and shift around, you’ll likely feel flustered and spend more time finding the things you need. Be intentional and selective about what goes where. If you have a lot of decor you love, consider switching it out weekly instead of trying to fit it all on your desk at once.

Tuttavia io nel mio disordine mi ci trovo molto bene, so esattamente dove sono le mie cose e non penso riuscirei mai a cambiare il mio sistema.

Anzi, riordinare mi produce l’effetto opposto. La mia memoria muscolare mi tradisce ed essendo abituato in un certo modo, la frustrazione è doppia proprio perché non so più dove siano le cose.

Non so quale sia la giusta ricetta, ma dubito ce ne debba essere una a tutti i costi.

LifeAndrea Contino