Felicità a momenti

Sembra che il lunedì sia diventato lo spazio melanconia e pessimismo che mischiati diventano lo sfogatoio perfetto.

La mia visione della vita in generale non è mai stata super entusiasta, vedo sempre prima il negativo del positivo e parto sempre da una concezione deleteria del tutto per poi spesso stupirmi (per fortuna) del contrario.

Tant’è il mio tweet pinnato è il seguente:

Ci sono giorni in cui mi sento anche io così. Sospeso a metà, tra il gioire per tutto quello attorno al mio essere e il domandarmi se la strada sia quella giusta. Se le scelte fatte siano quelle corrette per essere in pace con me stesso e gli altri.

Ma alla fine arrivo sempre alla solita conclusione. Sono fortunato e privilegiato, nonostante tante delle conquiste ottenute me le sia sudate e tanto. E dovrei anche un po’ smetterla di rompere le palle e fustigarmi per il nulla cosmico.

Mi chiedo se abbia senso la vita che ho scelto, il lavoro che faccio, le cose che porto a termine o se piuttosto non sia una gabbia per la mia anima, che non vedo ormai più, ma che comunque c’è, e che mi trattiene in questa vita dandomi ogni tanto una sensazione di benessere e di sicurezza a cui mi aggrappo tipo naufrago per non affogare.

(Mi chiedo se abbia senso oggi, al caldo della mia casa, con abbastanza soldi da assicurarmi cibo, luce e tranquillità oltre a molte cose inutili, usare una metafora come questa, che mi riporta subito alla mente chi – naufrago – si aggrappa per non affogare davvero).

In attesa di un segno. Come Galatea.

No. Sono qui che sto prendendo la rincorsa. Per dove non lo so di preciso. Non so nemmeno se sia una rincorsa, o un tonfo, o chissà che. Sto aspettando un daimon pietoso che mi indichi la strada nuova da prendere dopo che ho abbandonato la vecchia.

LifeAndrea Contino