Pareidolia

A casa dei miei ci sono delle piastrelle in cotto zeppe di venature. Da piccolo ci passavo le mezz’ore a trovare volti di vichinghi, elfi, nani, un pendolare con una 24 ore e mille altri volti.

Trasferitomi a vivere da solo, nella mia camera da letto ci sono travi a vista. I nodi scuri del legno per me formano ancora oggi conigli, lemuri, squali, giraffe e mille altri animali e cose.

Per fortuna non è una patologia, ma un affascinante comportamento del cervello a farci vedere volti (soprattutto) o anche oggetti dove in realtà non ci sono.

Si chiama Pareidolia e per lo più è un passatempo soprattutto difficile da spiegare a chi non vedo ciò che vedo io.

Poi scopri che c’è Internet come sempre amplifica tutto, rende pubbliche cose personalissime e condividi con estranei il tuo stesso modo di vedere il mondo.

Tipo l’account Twitter Faces in Things. E poi l’hashtag su Instagram #facesinthings

LifeAndrea Contino