Incazzati neri

Ai tempi in cui andava in onda l’ultima puntata di Lost, scaricata in modi rocamboleschi con una connessione pessima, non condividevo opinioni online sulle mie prime visioni di serie TV. Ne parlavo al lavoro, con qualche amico, ma niente più.

La sensazione di amarezza, ma soprattutto di aver buttato via anni della mia vita per un finale assurdo e raggiunto con percorsi a dir poco arzigogolati abita tutt’oggi nel mio animo di appassionato di Serie TV. Niente è stato così deludente come quel finale.

Players racconta proprio di quell’ultima dannata puntata e di tante altre conclusioni non troppo soddisfacenti. Niente ti rimane dentro come Felina, comunque.

Ad alcuni questa conclusione è piaciuta e ha soddisfatto, tantissimi altri – come chi vi scrive – pur riconoscendo la portata emozionale del finale, si sono sentiti presi in giro: Lindelof e Cuse hanno avuto modo e tempo di ideare e realizzare un percorso conclusivo soddisfacente ma nel corso degli anni, a forza di rilanciare misteri su misteri, si sono messi in un angolino talmente stretto da cui non sono riusciti a tirarsi fuori se non barando.

A tutt’oggi il finale smuove istinti bellicosi, prova ne è il fatto che all’indomani della messa in onda del finale di Breaking Bad (29 settembre 2013), Lindelof è stato preso di mira dai fan di Lost, soprattutto via twitter, che lo hanno mandano… a prendere lezioni su come si chiude una serie. L’autore ha risposto con un editoriale che potete leggere qui. Ah, Lindelof ha chiuso il suo account twitter.

Cinema & TVAndrea Contino