Ma la carta stampata non era in declino?

Dolce & Gabbana fanno questa curiosa dichiarazione a Vogue Italia, mentre il mondo va da tutta un’altra parte.

Ma qual è la logica dietro questa campagna, apparentemente controcorrente? Dopotutto, molte case di moda investono sempre più risorse nei digital influencer e nei social media.

Spiega Gabbana: «Utilizzare i media tradizionali in modo ancor più massiccio che in passato: ecco l’idea. Credo che nessun altro stia facendo qualcosa di simile. In un mondo sempre più globalizzato, esprimere la nostra unicità è diventato sempre più importante. Spiegare la nostra identità in questo modo è possibile solo attraverso la carta stampata: sfogliando le pagine di un giornale, a una a una, il punto di vista di ciascun fotografo si riconosce chiaramente, a colpo d’occhio. Se avessimo fatto un post, o lanciato una campagna digitale non sarebbe stata la stessa cosa. Per noi», prosegue lo stilista, «questo è il momento di tornare ai magazine, e anche ai giornali, di andare nella direzione opposta rispetto agli altri. Siamo un’azienda del lusso, ed esprimiamo il nostro valore attraverso un punto di vista unico.

Nel 2019 la stessa cosa vale per i magazine. Mentre tutti sono sullo smartphone, comprare la carta stampata potrebbe sembrare un lusso. In realtà se ne ricava un punto di vista unico, preparato con cura e tempo. Per me è il momento del grande ritorno delle riviste: potere alla stampa!».

Io non giudico imprenditori multi milionari. Se sono dove sono, dopo tutto, hanno ragione loro. Le scelte che reputano corrette, sono da rispettare.

Tolto questo preambolo dovuto, non mi trovo d’accordo sulla scelta. Anche se ne capisco le motivazioni post shit-storm, è facile intuire come sia molto più semplice intrattenere il rapporto con il proprio pubblico attraverso un mezzo a-sincrono e che non decreta nessun tipo di feedback immediato se non il drive-to-store, rispetto a buttarsi a capo fitto in rete dove si rischiano figure barbine.

A me non sembra ci possa essere un’inversione di tendenza, almeno a breve, sui numeri di diffusione della stampa. Ma tant’è, scelta da rispettare, ma sinceramente poco condivisibile.

Come dice Seth: “Mastering the Medium” ha un costo

Before you decide to master a medium, it’s worth considering the ups and downs that come with it. It’s not free. It costs. Is it worth it?

Does being good at this medium help you achieve your objectives beyond simply being good at the medium?

Yes, you might attract a crowd on the Bachelor or at the local fight club. You could probably be a world-class javelin catcher as well. But to what end?

If you’re going to put so much effort into a form of media, it’s worth deciding if it helps you or only the people who run the platform.

ComunicazioneAndrea Contino