Zona di comfort

L’altro giorno al lavoro stavamo facendo un media training. Un media training serve per spiegare le tecniche base di comunicazione su come affrontare le interviste e più in generale il rapporto con i media, appunto.

Mi ha affascinato la parte sulla zona di comfort. Sentirsi a proprio agio nei propri abiti e stile è già un grande passo avanti per sciogliere la tensione personale.

Rapidi collegamenti mentali. Trasportando questa idea nel quotidiano, soprattutto nell’ambiente business, quanto è importante il modo in cui ci si veste?

La formalità è ancora un elemento distintivo?

Ok, l’abito non fa il monaco. Tuttavia è molto più vero l’opposto.

Il contesto fa l’abito.

Purtroppo aggiungo. Ho sempre ammirato ad esempio Marchionne per il fatto di fregarsene altamente di giacca e cravatta e aver fatto del maglioncino blu scuro un suo personalissimo elemento distintivo.

Alcuni lo chiamano approccio minimalista per evitare di perdere tempo, ma a me piace pensare sia più un elemento di riconoscimento personale.

Forse è per questo il motivo per cui anche io faccia così fatica a indossare un completo con cravatta.

Non solo mi trovo a disagio nell’indossarli, ma li reputo assolutamente irrilevanti ai fini della definizione di me stesso o della persona che mi sta davanti. O ancor meglio della sua personalità.

Non è un attacco a “giacca e cravatta” in sé, ma piuttosto al formalismo a tutti i costi. Felice di condurre il mio stile di vita in questo modo. E trovo anticronistico, totalmente fuori dal tempo, locandine tipo quella qui a fianco. L'obbligo di indossare la giacca suona tanto fine '800.

Essere è meglio di apparire.

LifeAndrea Contino