Dispacci islandesi giorno: 1

La giornata è iniziata con il buio. L’Apple Watch fisso sulle 10:58 come orario in cui ci sarebbe stato il primo raggio di sole.

Prima di iniziare la nostra avventura nel Golden Circle abbiamo esplorato un paio di vie attorno all’hotel. Abbiamo visto sorgere il sole sulle facciate dell’Harpa Music Hall) di Reykjavík. Un edificio pieno di giochi di colore grazie ai riflessi di luce sulle facciate di vetro. Di fronte il monte Esja, sembrerebbe che questo monte protegga la capitale da tempeste di neve e mantenga sempre buone temperature durante tutto l’anno.

Il viaggio via pullman inizia con una lunghissima dissertazione della nostra guida sugli elfi, i giganti e dei fantomatici “hidden people”. Creature retaggio di una cultura antichissima fatta di storie tramandate dai primi settlers. Sebbene l’80% della popolazione non creda in creature soprannaturali, ne ha profondo rispetto e le considera parte delle proprie radici.

Primo stop Þingvellir (Thingvellir) National Park. Qui si trova il lago naturale più esteso d’Islanda. Nonché l’unico punto emerso in cui la placca tettonica nordamericana si incontra con quella euroasiatica.

Il secondo a circa 40 min di distanza il sito Geysir, con tre geyser: Geysir, Litli Geysir e Strokkur. I primi due dormienti mentre il terzo bello arzillo. Ogni 5-7 minuti fa il suo bel zampillo. L’area è intrisa di zolfo, ma sprigiona energia da tutti i pori, è proprio il caso di dirlo. Magnifico!

Nel tragitto incontriamo alcuni villaggi. Molti di loro hanno fattorie con cavalli e mucche. Pare che in questa zona le razze di entrambi non si siano mai contaminate con altre provenienti dal continente, ma che siano sempre le stesse da generazioni, fin dai primi abitatori dell’isola.

Non solo. Gli islandesi coltivano praticamente di tutto. Compresi pomodori, caffè e banane. Grazie alle serre. Sembra che per qualche tempo qui ci sia stata la coltivazione di banane più estesa di tutta Europa. Così per dire.

L’ultimo stop sono le cascate Gullfoss. Viste al tramonto sono maestose, nonostante i -6 gradi. Sono ormai le 16:38 e il sole inizia a tramontare. Torniamo a Reykjavík dopo un tragitto di 1 ora e 40 min.

Ma la giornata non è ancora conclusa, ceniamo velocemente e di nuovo appuntamento alla fermata del bus (a proposito abbiamo avuto Wi-Fi ovunque, bus inclusi!), l’aurora boreale ci aspetta.

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Grossa delusione purtroppo. Nonostante fossimo tornati a Þingvellir dove un cielo terso e pieno di stelle lasciava presagire per il meglio, purtroppo l’abbiamo vista solo per pochissimi secondi. Premetto di non essere un fotografo professionista, tutt’altro. Sono davvero un newbie quando si tratta di girare la ghiera su manuale , ma uno scatto l’ho portato a casa. Quanto basta per ritenetemi almeno un poco soddisfatto.

 È passata la mezzanotte e sto terminando di scrivere il post sul pullman. Cercando di riprendermi dal freddo polare. Ho però visto una stella cadente. A gennaio.

Siamo esausti, ma felici. Il freddo ci ha assaliti ma non ha avuto la meglio. Domani altra giornata intensa!

TravelAndrea Contino