Terre selvagge o giungla urbana?

L'altro giorno vi ho detto una bugia. 

In realtà ho aperto un blog nel 2007. Il che fa un totale di 11 anni. I due anni mancanti sono tutti archiviati qui

Ci sono ritornato questa notte, dopo aver terminato di leggere Ritorno alle terre selvagge.

Perché? 

Il libro è scritto da Frank, Francesco Lotta. Sì, proprio lui il DJ di Radio Deejay.  Frank l'ho conosciuto su FriendFeed nel 2009. Ai tempi realizzava un VideoBlog molto all'avanguardia per i tempi, EGO, a me piaceva molto e oggi archiviato sui siti di FOX.

Ci siamo spesso scambiati opinioni a quei tempi, nel 2010 l'ho persino intervistato qui. E ho seguito la sua ascesa nella realizzazione del suo sogno, o almeno uno dei tanti. Essere uno speaker radiofonico.

Abbiamo scambiato poche parole negli ultimi anni, ci siamo sentiti in radio l'anno scorso quando mi chiamò in una notte d'estate in Sardegna, mentre con la mia ragazza percorrevamo le strade della Gallura. 

Della sua storia apprezzo la tenacia e la forza di volontà, dimostrazione che il successo arriva se ci si crede davvero, anche dopo tante porte in faccia. Ed è quello che traspare vividamente dalla sua avventura, ripercorrendo le tracce di Into the Wild scritte nel libro. 

Più del viaggio in sé, ho apprezzato le sue profonde riflessioni. Su se stesso, sulla società moderna, sulla sua voglia (spesso coincidente con la mia) di rifuggire da certi schemi e cliché che ci vengono imposti e dentro i quali talvolta fatichiamo a calarci. Un vestito troppo stretto che abbiamo bisogno di togliere in fretta per respirare a pieni polmoni la vita.

Spero Frank trovi le risposte di cui è a caccia da tempo, confido nella sua capacità di ritrovarsi e rinnovarsi ad ogni viaggio. È la sua benzina e penso, infine, sia principalmente quello il suo sacro Graal.

Da leggere! 
★★★☆

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