O guidi o scrivi

Da Il Giornale apprendo la volontà di inasprire le pene per chi viene beccato a mandare messaggi mentre è al volante.

La soluzione al problema, a mio avviso, non risiede soltanto nel ritirare la patente a chi viene fermato (pena giustissima!), ma riuscire a trovare un modo per garantire prove schiaccianti alle forze dell’ordine. Altrimenti nella giungla giudiziaria sarà sempre una parola contro l’altra. E i dati qui sotto delle pene annullate fanno parecchio riflettere.

Quello dell'uso degli smartphone mentre si guida è un fenomeno grave, soprattutto perché"ha a che fare con le nostre abitudini più radicate e con l'idea, errata, che in fondo certe cose possano accadere solo agli altri". Secondo i dati del Consiglio di Sicurezza Nazionale,ripresi dal Corriere della Sera, il 27 per cento degliincidenti automobilisticidello scorso anno sono stati causati dall'uso del cellulare alla guida. Secondo l'Aci, in Italia, 3 incidenti su 4 sono dovuti alla distrazione, spesso conseguenza proprio dell'uso dello smartphone. Infatti, circa il 20 per cento degli automobilisti è solito effettuare chiamate o mandare messaggi anche al volante.
Oggi, per la guida col cellulare è prevista una sanzione che va da 161 a 646 euro, con la perdita di 5 punti dalla patente. Se si ripete la stessa infrazione entro due anni, scatta la sospensione della patente da uno a tre mesi. Spesso però le sanzioni vengono ridotte o annullate in tribunale, quando i giudici richiedono prove schiaccianti per collegare l'incidente all'uso del cellulare.
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