FIFA 15. Feel the Game

Sono passati non so più quanti anni dall’ultima recensione scritta per un nuovo capitolo di FIFA. Io che nei primi anni 2000 mi sono preso i peggiori appellativi perché credevo nella bontà di una serie molto incompleta, ma con le grosse potenzialità per diventare il best-in-class sul mercato.

Ripensando oggi a quei momenti, credo sempre più fermamente di essermi trovato nella giusta prospettiva delle cose.
Ora, a me non viene in tasca nulla dire che FIFA 15 è il miglior gioco di calcio sul mercato, perché a)il gioco me lo sono comprato e non devo pagare nessun dazio verso EA (ndr non è la pratica di noi di Fuorigio.co) b)PES uscirà a novembre e forse qualcun altro ne decreterà la vittoria c) Per me ad oggi è così e difficilmente cambio idea.

Andiamo con ordine.

L’anno passato FIFA 14 ha fatto capolino sulle console di nuova generazione estremizzando verso il foto realismo la grafica di un videogioco calcistico. Probabilmente la fretta di uscire ha fatto si che gli sviluppatori EA si concentrassero soprattutto sul gioco e meno sulle finezze estetiche in grado di trasformare uno schermo con una campitura verde in qualcosa di molto vicino ad una partita reale.

Il fatto che siano passati quasi due anni da quando EA ha avuto la possibilità di sviluppare un nuovo titolo di questo livello su Xbox One e Playstation 4 ha fatto diventare FIFA 15 tutto ciò che FIFA 14 sarebbe dovuto essere. Mi spiego meglio.
Per chi scrive di gaming, soprattutto di una serie sportiva, è inevitabile fare paragoni con la versione precedente. È la base con cui confrontarsi. Solo che questa volta non era disponibile uno storico datato sul quale fare affidamento perché, come detto, sulle console di nuova generazione vi è stato solo un precedente.
EA Sports ha compiuto la più nobile delle missioni, tenere tutto il buono fatto l’anno passato ed estenderlo con le migliorie necessarie. Non sono moltissime, ma sono sostanziali ed evidenti.

Sono state riscritte la fisica in controllo del movimento dei calciatori, così come quella a capo degli spostamenti del pallone. Si lo so, questi cambiamenti sono quelli più citati in ogni recensione di FIFA ogni anno e ogni anno puntualmente dopo una decina di partite iniziano ad apparire, puntuali come le tasse, commenti di utenti rassegnati ad uno schema di gioco pre-impostato sul quale hanno fatto il callo. Sentimento condiviso anche dal sottoscritto, soprattutto in quelle fasi di gioco dove l’azione della AI era inevitabile. Vedere al capitolo gestione della palla in situazione di pressione difensiva, rimesse laterali, corpo a corpo per conquista e protezione della palla.

Eccoli, queste sono le cose che FIFA 15 ha risolto, quegli annosi schemi inevitabili a cui almeno una volta chi ha giocato a FIFA ha sacrificato una parolaccia o peggio. Finalmente durante una rimessa laterale, così come durante un calcio d’angolo, si ha la possibilità di controllare il ricevitore di palla in modo da poterlo posizionare correttamente nel campo e portarlo nella zona “franca” senza avversari minacciosi nelle vicinanze.

Riflettevo proprio su questo, in questi 6 intensi giorni di gioco. FIFA 15 ha cambiato pelle nel senso più imprevedibile del termine, mi fatto provare un’emozione che da tanto non provavo: DIVERTIMENTO. Tra i diversi scopi di un videogioco, forse spesso dimenticato, il divertimento ha negli anni lasciato spazio ai perfezionismi grafici, alle noiose riflessioni sulle licenze da avere e non avere. Ma FIFA 15 ha sbloccato in questo senso la infinite variabili comportamentali delle azioni di gioco: il tiro, il passaggio, la lotta corpo a copro, la gestione della palla. Vedrete di rado un’animazione simile a quella precedente.

La CPU ha fatto un poderoso balzo in avanti, è diventata anch’essa incapace di farsi riconoscere e di farsi comprendere. Vi troverete così a vincere magari 3-0 contro la Roma di Garcia, ma magari fare una fatica immane per portare a casa un pareggio nella tana dell’Atalanta. Non ci sono più risultati scontati, non ci sono più “ora segno con una mano sola”, da ora in avanti occhi allo schermo, non potete distrarvi o l’AI della CPU vi farà a pezzi.

Ah si, un consiglio spassionato. Prima di andare a prendere mazzate online, giocate molte moltissime partite offline contro il computer vi farà comprendere meglio tutte le possibili variabili da affrontare una volta che incrocerete un avversario in carne ed ossa.

Lo scopo ultimo di Fuorigio.co non è quello di proporvi recensioni classiche per dirvi un voto su un titolo, abbiamo l’orgoglio di poterci prendere il nostro tempo e spazio per riflettere su giochi come meglio ci aggrada per trasmettervi quello che abbiamo a cuore di più. Farvi provare le stesse sensazioni per esprimere al meglio quanto ci ha fatto emozionare o meno prendere in mano il pad in quel particolare momento. Tuttavia, il racconto ci impone di soffermarci su tutti gli aspetti, quindi senza ulteriori esitazioni ecco le più importanti novità, spiegate tramite l’ineccepibile lavoro dei video esplicativi di EA Sports:

Carriera

Le principali novità introdotte nella più longeva modalità di FIFA sono legate soprattutto ai contratti di compra-vendita tra calciatori. Si ha la possibilità finalmente di introdurre un calciatore della nostra rosa per effettuare uno scambio con nuovo acquisto. Introdotta una pagina news, in collaborazione con Goal.com, dalla quale leggere le notizie fittizie del campionato in corso.

Infine, dopo circa 20 anni di attesa, EA Sports ha acquisito la licenza della Serie A Tim. Ciò implica una completezza di rose, stemmi, maglie rasente alla perfezione.

Online

Qui poche le novità, c’è da segnalare la stagione da eseguire in co-operativacon un amico a scelta. Modalità simile a quelle delle edizioni passate, consente sostanzialmente di scalare la classifica ufficiale con l’aiuto di un amico giocando insieme nella stessa squadra online.

Grafica e Sonoro

3 le novità da menzionare. La licenza completa della Barclays Premier League garantisce il fatto di avere tutti gli stadi ufficiali inglesi inclusi nel gioco, così come una video intro per ciascuno di essi. La seconda riguarda il perfezionamento del pubblico, più partecipante sia a livello sonoro, sia a livello di agitazione o calma sugli spalti. Ultima, ma non meno importante il cambio in cabina di regia dei due commentatori. Lasciata la squadra Sky Caressa-Bergomi, ecco arrivare Pier Luigi Pardo e Stefano Nava di Mediaset. Personalmente scelta apprezzata e molto azzeccata. Minore cadenza di parole pronunciate, ma maggiormente focalizzate sull’azione accentuando il pathos di quest’ultime.

Da segnalare un gradino in meno rispetto al concorrente PES (la redazione di Fuorigio.co ha provato la Demo) per quanto riguarda i volti. Poco espressivi e molto legnosi, ma tuttavia maggiormente somiglianti rispetto all’anno passato alle controparti reali.

FUT

Il seguente video riesce a spiegare molto meglio di quanto possa fare io quella che, a detta di molti, è la modalità “allunga vita” degli ultimi capitoli FIFA. Personalmente non l’ho mai apprezzata molto, perché mi piace mantenere l’identità originale di una squadra, ma mettere in campo i proprio calciatori del cuore per formare un super squadrone comprendo essere il sogno di molti.

Da segnalare la possibilità di prendere in prestito per alcune partite i campionissimi a livello oro, impossibili da raggiungere con i pochi danari di inizio stagione. Inoltre EA Sports ha introdotto un’app per iOS con la quale tenere traccia della compravendita della nostra rosa. Rosa che può essere ampliata attraverso la cosiddetta “Rosa sperimentale” attraverso la quale siamo in grado di stilare la squadra migliore verificandone la bontà di affiatamento.

Portieri

Una menzione speciale per i portieri. Negli anni passati gli sviluppatori di EA Sports avevano ovviato ad una scarsa AI dei portieri iniziando a deviare i tiri degli attaccanti su pali e traverse. Quest’anno devo ammettere un lavoro superbo in quanto ad animazioni, lettura dell’azione, interventi fuori porta in caso di ultimo uomo, etc. Ancora una volta il video ufficiale ci viene in aiuto per sintetizzare quanto troverete in-game.

Per concludere FIFA 15 quest’anno prospetta un altissimo tasso di rigiocabilità, % inversamente proporzionale all’affossamento su dinamiche standard da acquisire in questi mesi a venire. Come detto in precedenza, infatti, la parola con cui posso sintetizzare il capitolo di quest’anno è imprevedibilità, forse uno dei migliori ingredienti per godere appieno di una partita di calcio.

E alla fin fine poco importa se non siamo vicini al foto realismo, ciò che conta quando stiamo controllando 11 personaggi virtuali che corrono dietro un pallone anch’esso fatto di bit è quello di voler sentire la nostra adrenalina schizzare a mille per un gol sbagliato o per una rimonta tutta da conquistare. Senza schemi, senza limiti, facendo leva solo sulla nostra bravura e tecnica.

Ci vediamo online!

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