La Sindrome della Pasta al Pomodoro

Scenario 1

Sei giovane, vai alle scuole medie o al primo anno delle superiori. La sola cosa di cui ti importa a quell’età, oltre a un milione di altre cose che occupano lo stesso grado di importanza del sopravvivere, è mangiare.

Hai fame. Tanta. Spesso e a qualsiasi ora del giorno. Specie quando la campanella suona alle 13.45 e a posto dello stomaco hai il buco nero della Fossa delle Marianne. Ma tua madre prima di uscire di casa al mattino intorno alle 7.45, che per te sembrano ancora le 3.45 di notte e quindi la sola cosa funzionante sono le orecchie, ti ha detto: a pranzo spaghetti al pomodoro.

Quella mattina avresti potuto affrontare interrogazioni a sorpresa, 4 in pagella, il test di cooper e i mille racconti dei fidanzamenti della durata di 14h delle tue compagne di classe (a fare il liceo linguistico si imparano un sacco di cose in una classe di 17 ragazze). Nulla ti avrebbe fermato. Tu sapevi che avresti affogato tutto in una forchettata fumante di spaghetti sugosi ricoperti di gran mix Ferrari reggiano-pecorino è una colata d’olio a 451 gradi fahrenheit.

Un chiodo fisso, il tuo piatto preferito. Una certezza più indiscutibile degli endecasillabi della Divina Commedia.

Drrrin, corri su per le scale, apri la porta, lo zaino vola in una zona qualsiasi del salotto. Cucina, Italia 1, Dragon Ball e un distrattissimo “Ciao Mà”. Ti siedi a tavola e...

Al posto del piatto fondo ce n’è uno piano. Ti stranisci, pensi sia per un veloce antipasto o uno sbaglio. Ma in cuor tuo sai che il sogno è già in frantumi come lo schermo di un iPhone appena comprato e caduto dopo averlo tirato fuori dalla confezione.

"Questa mattina ho avuto da fare, mi spiace, siamo appena tornati a casa..." E la tua faccia diventa così nel frattempo 😐 "...c'è del prosciutto se vuoi".

L'aspettativa disattesa. L'illusione in frantumi. 

Scenario 2

Negli ultimi 10 anni ho mantenuto una buona media di uno/due viaggi negli Stati Uniti l'anno. Sia per diletto che per lavoro.

Adoro gli Stati Uniti. Ho pensato più volte di trasferirmici. Fatta questa doverosa premessa, è necessario farne una seconda. Sono un estremista sostenitore del cibo italiano. Non perché non mi apra ad altre cucine, o non le assaggi. Anzi. Lo faccio proprio per tornare ad apprezzare ancora di più ciò che siamo in grado di creare. 

Dopo 2 settimane di fila dove non hai la possibilità di cucinare un piatto di pasta e non ti azzardi ad entrare in un VERO ristorante italiano all'estero a meno di vendere un rene, non vedi l'ora di tornare a casa e riappropriarti di quegli ipnotici giri concentrici che solo una forchetta mentre abbraccia degli spaghetti è in grado di produrre

Immaginatevi di tornare in casa anche oltre 12 ore di viaggio, senza aver debitamente toccato nemmeno la stagnola del cibo propinato in aereo, aprire la dispensa e scoprire di non avere più pasta o pomodori per fare il sugo o anche più semplicemente il barattolo della passata.

Tragedia greca che nemmeno ad Atene nel 400 a.c.

La Sindrome della Pasta al Pomodoro

I due scenari sopra sono ovviamente delle metafore. Fatti realmente accaduti sulla mia pelle, ma delle metafore.

Per dire cosa?

A una grande aspettativa corrisponde sempre un proporzionale grado di delusione nel momento in cui la prima non viene soddisfatta.

Desideri così tanto qualcosa che sai essere alla portata, raggiungibile, non un sogno, ma una solida realtà come direbbe qualcuno. Eppure il fato beffardo è sempre pronto a darti un colpo di mano sul coppino. 

Tipo ieri sera, dove dopo 4 mesi di attesa finalmente mi accingevo a vedere "La Forma Dell'Acqua" di Del Toro in, forse, un'ultima proiezione cinematografica legata ad un cineforum e tutto è precipitato nello scoprire alla biglietteria che il film era già iniziato da 30 minuti e che sia io che la mia fidanzata abbiamo una memoria da pesce rosso, dimenticandoci completamente dell'orario posto sul volantino.

La pasta al pomodoro è stata la prima cosa a cui ho pensato nel momento in cui ho messo piede fuori dal cinema di periferia. 

AC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.