Volare

Davanti al parcheggio c’era una hostess aeroportuale che ha accolto i passeggeri che scendevano scusandosi per l’impiccio e annunciando rapide informazioni, ma è stata travolta da una nuova serie di proteste e aggressioni da parte di alcuni passeggeri che l’hanno messa a tacere, inerme.
Siamo rientrati, ma nel giro di un solo minuto una giovane hostess della compagnia che era all’interno ha ricevuto una chiamata e annunciato che era tutto sistemato e che potevamo quindi tornare sull’autobus e imbarcarci. Mentre ci muovevamo, un passeggero l’ha avvicinata urlando “lei mi deve spiegare perché si è permessa di chiedermi i documenti!” e se n’è andato borbottando qualcosa sulla incompetenza e inesperienza della hostess stessa (c’erano stati dei controlli in più dopo che un passaporto era risultato dubbio). La hostess stavolta ha perso la pazienza e gli ha risposto che il controllo era del tutto normale e che lei faceva quel lavoro da nove anni. Lui ha continuato a ribattere risentito e finalmente siamo saliti tutti sull’autobus e poi sull’aereo.
L’aereo è decollato con venti minuti di ritardo e atterrato con dieci minuti di ritardo.

Luca Sofri racconta delle lamentele meneghine all'aeroporto di Linate. Il fatto non è isolato e sicuramente non circoscritto agli ultimi tempi.

Per lavoro o per diletto prendo aerei da Linate da oltre 15 anni di seguito. Per ogni destinazione e per ogni dove. La lamentela arriva spesso e volentieri nelle tratte nazionali e nei periodi di vacanza, incluse le brevi tratte del weekend. Conosco bene e l'ho vissuto più volte sulla mia pelle la sensazione di amarezza e impotenza di fronte a sistemi vetusti, folli e spesso inspiegabili degli aeroporti. Ma bisogna accettarli, sono quelle "cause di forza maggiore" verso le quali non abbiamo, come singoli cittadini, nessun potere nel momento in cui varchiamo la soglia di un scalo aeroportuale.

Non è una rabbia circostanziata alle condizioni attuali del nostro Paese. Tutt'altro. La rabbia è endemica e insita in tantissime persone stressate. È la stessa cieca ferocia che spesso si assiste a l volante dell'auto. Vi è mai capitato?

Situazioni del genere ne ho viste tantissime, a volte anche io a ragion veduta ho alzato la voce. Ma il più delle volte la frustrazione arriva da una pessima esperienza figlia di ripetuti viaggi con la medesima compagnia aerea. 

La scelta sbagliata è quella di comunicare il proprio sfogo a personale che nella migliore delle ipotesi non lavora nemmeno per quella società, ma per lo scalo aeroportuale, senza contare il fatto che anche se lavorasse per una di esse non è sua responsabilità riferire lamentele legate ai ritardi o aggiustarle con una fantasiosa bacchetta magica. 

La frenesia costante che accompagna le vite di molti sta assumendo sempre di più la connotazione drammatica di costante fissa che non riesce ad abbandonarci nemmeno durante una situazione di tranquillità, nemmeno troppo apparente. 

Il mio personalissimo consiglio è quello di fare più sport, fare volontariato, prendersi cura di un animale, guardare quelle 10 volte in meno il cellulare e sicuramente di fare di più all'amore. Magicamente 10 minuti di ritardo vi sembreranno di un'importanza stucchevolmente insignificante rispetto a tutto il resto.

Buon volo. 

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