The Cloverfield Paradox

Ieri sera, finalmente, ho visto The Cloverfield Paradox.

Il film ha ricevuto pesanti critiche, sia in Italia che all'estero. È assolutamente vero. Questo terzo capitolo della serie è girato in modo mediocre, il cast, benché di livello, ha poco spazio per sviluppare il proprio personaggio e per finire le regole della nuova dimensione in cui si trovano non ha spiegazioni e non vengono date in modo approfondito.

L'idea di questo film, benché prequel del primo Cloverfield uscito 10 anni fa, si basa sullo script La particella di Dio acquistato da J.J. Abrams nel 2012. E a me è piaciuto!

Perché nonostante abbia utilizzato delle furbate molto elementari per spiegare le cose accadute negli altri due film, la storia ha un senso, lascia quel grandissimo punto di domanda finale come i due predecessori.

Funziona molto bene la superficialità della narrazione e trattandosi di un film di fantascienza ci si può spippolare all'infinito domandandosi del perché e percome il film abbracci certe regole di un universo multiverso.

Il provarle ad accettare per come sono, guardare questo non come un capitolo conclusivo ma iniziale, apprezzare la volontà di dare un senso agli altri due, sono le giustificazioni necessarie che mi han fatto apprezzare il film.

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