Digitalizzare l'Italia

O forse la “cosa pubblica”. Se da un lato si fanno proclami di come la digitalizzazione stia invadendo la pubblica amministrazione, la fatturazione elettronica, gli investimenti di Open Fiber per raggiungere quelle zone a mercato fallimentare senza una connessione decente, dall’altra ci si perde in un bicchier d’acqua.

Mi hanno recentemente notificato una multa per un’infrazione nel comune di Milano. Nemmeno troppo salata, ma a corollario la perdita di qualche punto sulla patente.

La prassi prevede che io debba inviare un modulo cartaceo con tutti i miei dati della patente e di residenza alla polizia locale di Milano tramite raccomandata.

Ho compilato diligentemente tutto il modulo, scansionato la mia patente e inviata l’auto certificazione in cui dichiaro che quella patente fosse realmente la mia.

Mi sono recato in posta questa mattina e ho pagato la bellezza di 6.50€. All’uscita ho iniziato a riflettere e a farmi qualche domanda sul costo spropositato per l’invio di due fogli di carta in cui notifico dati già in possesso dell’amministrazione pubblica:

  • Le multe non possono essere notificate al cittadino a mezzo email o elettronicamente all’interno del proprio profilo di identità digitale? (Che tra l’altro si può utilizzare per accedere al sito del comune di Milano per pagare le multe)
  • Perché è necessario inviare della documentazione, che teoricamente è già in possesso dello Stato, riguardante i dati della mia patente e del mio luogo di residenza?
  • E qualora si rendesse ancora necessario farlo, per quale motivo bisogna ancora inviare il tutto in modalità cartacea e non elettronica?

Viviamo nell’era del tutto ora e subito, dell’enormi possibilità forniteci dalla digital transformation, ma certe cose sono dure a morire. Non so quanto sia simile la situazione negli altri Paesi europei, ma tutta questa burocrazia mi sembra da 1980 e non da 2018.

Life, TecnologiaAndrea Contino