Upgrade

Dopo aver ceduto un po’ all’ansia alla fine della visione di “Tutti lo sanno”. Oggi mi sono conceduto "Upgrade”.

Leggiucchiando qua e la, ho notato di tanti paragoni con la serie TV Black Mirror. Azzeccati. Pertanto non potevo perdermi questa visione.

Upgrade ha deciso di lasciare alla tecnologia lo scettro di protagonista del film. Come accade nella serie TV di Netflix, quest’ultima sottolinea come il corpo umano è un peso a cui sarà necessario rinunciare per ampliare le nostre possibilità di conoscenza e interazione con il mondo. Le macchine ci accecano con la promessa di liberare tutto il nostro potenziale inespresso. Uno specchietto per le allodole per poter infine avere il controllo totale sul mondo e schiavizzarci come noi abbiamo fatto con loro per anni.

Come in tanti script simili, su tutti Ex-Machina, non è importante il quando e il dove. È il come che ci deve importare. Come è iniziato che ci lasciassimo controllare dalle macchine. In questo revenge movie, il regista Leigh Whannell si lascia ispirare da tanti b-movie e dark movie, ma senza scadere nello stereotipo dell’happy ending.

Ora. Upgrade non è certo un film di denuncia. È solo un risvolto possibile di un futuro non troppo lontano. Humor nero, plot interessante, ne fanno sicuramente il film Fanta-tecnologico del 2018. E a ridosso dei pericolosissimi cine panettoni ci voleva proprio.

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