The End of the F***ing World

Lo scorso weekend, in una serata e mezza, abbiamo terminato di vedere The End of the F***ing World la nuova mini-serie Netflix basata sul fumetto di Charles S. Forsman

Sono pochi episodi, 20 min ca. ciascuno, quindi non troppo impegnativa. Ho pensato sia lunedì che ieri di scrivere qualcosa su questi moderni e apatici Bonnie & Clyde in cerca di emozioni forti, instancabili nel riuscire a provare qualcosa almeno una volta nella vita.

Tuttavia, leggendo le recensioni online il più è stato già scritto: la serie non eccelle per una narrazione o un girato da Oscar, ma il suo punto forte sta proprio nel riuscire ad infilare scene macabre e, per i più, truci, trattandole in maniera banale e leggera. Quasi a ricordarci costantemente quanto la generazione di oggi spesso rimanga senza reazioni di fronte alla tragedia o al lutto. 

La chiave di lettura che avrei voluto dare è proprio quella di Vulture. Al di là del piattume e della mediocrità che fanno da sfondo alla serie, alla leggerezza dei cliché sbattuti sullo schermo come se stessimo guardando il nostro NewsFeed di Facebook, The End of the F***ing World nasconde un significato profondo e impercettibile, non troppo complicato da decifrare ma che richiede attenzione per essere compreso. 

Il senso ultimo è l'arrivo alla comprensione dell'importanza dell'altro, della condivisione delle esperienze, il completamento esistenziale, nonostante il contesto, nonostante le situazioni circostanziali della vita.

“I’ve just turned eighteen, and I think I understand what people mean to each other,” James thinks to himself. Alyssa screams for him. The screen goes black and we hear a final gunshot.
I don’t know what else there is to say. This was a tremendously compelling love story. This was the last show that’s ever allowed to have a self-professed psychopath because it’s the first one to ever pull it off. Everyone involved with The End of the F***ing World should be making television forever and ever, but I hope this is the last we see of Alyssa and James as characters, because this is a perfect way for their story to end.

Nonostante quindi la messa in scena tragicomica di crimini più o meno gravi, i secondi finali della serie guadagnano quel sentimento unico e sconvolgente che molte persone provano quando l'amore della loro vita è minacciato, se non addirittura portato via: è come se il mondo fosse, appunto, finito, e l'atto di sacrificio di James combinato con le suppliche di pianto di Alyssa evocano quella precisa sensazione.

Ci sono cose buone in questo mondo - amore, risate e vita - anche se devi scavare nello schifo per trovarle.

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