Please welcome my next guest

Ah sì, poi c’è questa cosa che David Letterman torna in TV. Dice dove?

Beh di questi tempi c’è solo una piattaforma che fa rima con televisione, ed è Netflix. 

Un appuntamento mensile, Non c’è bisogno di presentazioni, con ospiti illustri provenienti da generi diversi. Si parte con Barack Obama.

Mi sono sempre chiesto, anni addietro, perché il suo Late Show fosse così famoso e perché in tanti negli anni in Italia avessero cercato di imitare il suo stile, gestualità, e lo zoccolo duro inconfondibile dello stile comico-satirico-giornalistico. 

Poi, più avanti negli anni, ho capito. Quando con l’arrivo del Digitale Terrestre veniva proposto dalla Rai in uno dei suoi canali cacciati nella lista dei canali sfigatissimi oltre il 20, ma che invece dovrebbe essere il palinsesto delle prime tre reti, iniziavo a guardarlo spesso. 

Letterman nel 2016, un anno dopo il pensionamento

Semplicemente quel format talk show e quel pizzico di irriverenza era in grado di portare ad un livello accessibile il VIP ospitato. Lo potevi guardare dritto negli occhi, alla tua stessa altezza e per quei minuti in cui era seduto su quella poltrona sapevi che era come te, vulnerabile.

Quando poi Letterman andò in pensione nel 2015 mi fece un po’ l’effetto super tristezza alla Keanu Reeves che dà da mangiare ai piccioni sulla panchina. Una trasformazione fisica da  physique du rôle. Ma evidentemente non poteva stare senza ciò che sa far meglio.

Molto curioso di vedere tutte le puntate.

AC è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.