Mobike

Finalmente ho provato Mobike. Io ragazzo di campagna abituato alla bici in spazi aperti e tranquilli, che viene in città solo per esigenze lavorative.

Per necessità di salute per alcuni giorni dovrò percorrere alcune volte il tratto tra Viale Pasubio e Corso Buenos Aires, un tratto di un paio di km nel cuore di Milano.

Le opzioni disponibili per percorrere questo tratto di strada sarebbero disparate: metro, tram, bus, BikeMI, Mobike, ofo, taxi, car sharing di varia natura. Ma incuriosito dalla novità ho deciso di scaricare l'app Mobike e provare a fare questo tragitto in bici.

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Praticità

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Tra tutti i servizi elencati prima mobike risulta essere sicuramente quello più economico e più facilmente accessibile. Ho pagato 0.20 centesimi nel tragitto di andata per 2.2 km, mentre ne ho pagati 0.15 prendendo qualche scorciatoia al ritorno.
Più facilmente accessibile in quanto ho trovato una bici immediatamente sotto l'ufficio e tra l'individuarla e salire in sella saranno passati poco meno di 4 minuti. In totale 17 min.
Calcolando lo stesso tragitto con altri mezzi di trasporto, inclusi gli spostamenti per raggiungerli, avrei impiegato molto, molto più tempo.

La bici

Al di là del funzionamento, come viene spiegato nel video, all'atto pratico sbloccarla è davvero semplicissimo. Si scansiona il QR code tramite l'app, il lucchetto emette un breve suono e la bici si sblocca.

A differenza di quelle del video, come nella mia foto ad inizio post, le Mobike di Milano sono provviste di cestino anteriore. Comodo sì, ma dalle maglie decisamente troppo grandi, quindi il rischio che vi cada qualcosa è davvero molto elevato.

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A differenza di ofo, servizio alternativo appena arrivato a Milano, Mobike non ha possibilità di cambiare marcia durante l'andatura, quindi se c'è un tratto in salita, anche leggero,  la fatica si farà sentire.
La pedalata sull'asfalto è molto leggera e molle. Servirebbe, personalmente per il mio tipo di pedalata, un rapporto più duro perché spesso sembra di pedalare a vuoto. La bici è ben ammortizzata solo nel sellino, ne sono invece sprovviste le forcelle. Inoltre, a rendere l'approccio un po' ruvido e legnoso con l'asfalto ci pensano le ruote tubeless, che immagino siano state scelte per un discorso di praticità, ma che mal si adattano a quei fondi piuttosto duri come un pavé milanese.

Altro punto sfavorevole l'altezza sella. Sono alto 1.78 e pur raggiungendo il limite massimo in altezza, mi sembrava di essere molto in basso e di avere una pedalata leggermente soffocata.

Conclusioni

Personalmente trovo l'arrivo dei servizi di bike sharing liberi, e che quindi non necessitano di un punto di raccolta ben definito, una specie di rivelazione. Un'idea talmente semplice, ma allo stesso tempo concettualmente rivoluzionaria rispetto a BikeMI di ATM, da cambiare totalmente l'approccio al vivere la città e su come muoversi all'interno di essa.

Si risparmiano soldi, tempo e si sta in salute.

Lodevole il fatto che il Comune abbia predisposto così tanti mezzi nei lotti messi a disposizione durante la fase di bando, a Milano infatti circolano già 8.000 Mobike, tuttavia mi auguro vivamente che si possa far tesoro della passione per il servizio da parte dei cittadini (ci sono già oltre 35.000 iscritti) e si potenzino le piste ciclabili una volta per tutte.

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