Bye bye Medium (?)

Medium, la piattaforma dedicata a blogger e scrittori che sta puntando a creare una solida community formata da creatori di contenuto, ha da poco rilasciato il suo ennesimo aggiornamento sia grafico per le app mobile e tra poco inizierà a pagare gli utenti che hanno deciso di attivare il loro partner program.

La novità da poco introdotta che fa più discutere è quella degli "applausi". Al termine di ogni articolo c'è una graziosa icona a forma di 👏. Più "claps" si ricevono più si ha la possibilità di monetizzare, stando a dei calcoli proprietari di Medium.

Insomma, è come se su Facebook creaste un canale dedicato a degli abbonati e veniste remunerati in base al numero di like. Un sistema piuttosto basico per calcolare la bontà di un contenuto.

Come ricorda  bicyclemind, citando Dave Winer, la trovata sembra essere di quelle di una piattaforma alla frutta, che inoltre ha perso e continuerà a perdere pubblicazioni del calibro di The Ringer:

 Change is afoot on the Medium side of things. Earlier this year, Film School Rejects and Pacific Standardmoved away from the platform; this month, the Awl announced that they went back to WordPress with their old custom theme. The Ringer and Backchannel also left Medium. Once again, I can tell those sites apart from each other.

Insomma, la community è bella, ma nessuno vuole vedere annaspare i propri contenuti tra montagne di cartacce. E se per farsi leggere bisogna ricorrere ai vecchi metodi di cross-linkare e spammare sui social, il concetto stesso che sta alla base di Medium va a farsi benedire. 

Restiamo ad osservare.