Twitter e i suoi problemi

Twitter non sta morendo. Soprattutto non è vero che non abbia incrementato la propria utenza come tanta stampa onlin di settore sta pubblicando tra ieri e questa mattina, a seguito dei risultati finanziari rilasciati nella giornata di ieri a chiusura del secondo quadrimestre del 2017.

Ciò che Twitter dichiara, non sono gli utenti totali iscritti alla piattaforma, bensì quelli attivi mensilmente. Due cose, non profondamente, ma comunque diverse.

E qui, come dice Pier Luca nel suo Post-it di stamattina, si pone evidente un dilemma che accompagna la piattaforma da ormai oltre un lustro. Come modificarla per far sì che si possa aumentare l'ingaggio, ma soprattutto l'utilizza da parte degli utenti iscritti, così come attirarne di nuovi.

La disgregazione di condivisione apportata dalle varie app di foto, audio e brevi video, sta facendo percepire Twitter come una tartaruga e non come un passerotto pronto a volare, incapace di tenere il passo coi tempi delle feature di prodotto richieste dagli utenti.

Non è stata capace, soprattutto per un vizio strutturale che impedisce spesso e volentieri di seguire una discussione con facilità d'utlizzo, di permettere di creare community, di mettere a disposizione un posto dove ci si possa sentire al sicuro e condividere passioni e pensieri con qualcuno simile a noi con rapidità e asincronia rassicurante.

E anche se gli utenti sul giorno medio sono crescuti del 12% e le aspettative di revenue rispettate e anzi superate, ciò che non viene perdonato a Twitter è l'incapacità di aver fatto quell'esplosione di utenti che in tanti si aspettano dal 2006, senza riuscire veramente a competere con Facebook e il suo mare magnum. Preoccupante il calo dei ricavi advertising, ma comunque prevedibile vista la chiusura di qualche sede nel mondo.

Twitter è lontano da cantare il suo ultimo cinguettio, ma non affezioniamoci troppo.