Baby Driver

Finalmente nel volo verso Seattle sono riuscito a vedere Baby Driver. Il film di Edgar Wright, tra le altre cose anche sceneggiatore di Ant-Man, ha sempre scatenato la mia fantastia sin dal trailer, data la mia passione viscerale per Drive.

Pur non amando personalmente i musical, Baby Driver abbraccia in parte il genere. Lo fa in un modo completamente diverso da quanto ci si possa aspettare, tanto da guadagnarsi la nomea di "action musical". Il regista incastona le proprie scene a tempo di musica fin dai primi frame del film dove, se si presta un po' d'attenzione, si vedranno come parole e negozi entrino direttamente nel testo della canzone che accompagna la scena:

Colpisce così la forte lezione di storytelling, dove la musica trova ampio spazio nel racconto, privandone i dialoghi, i quali, nonostante tutto, sembrano davvero tutto fuorché irrununciabili.

Baby Driver

Baby, il nome del protagonista, appare fin da subito un personaggio lontanissimo da tutto il mondo cui viene associato. Non è un delinquente come le persone che trasporta, non si vuole "macchiare" di crimini efferati. È lì solo per un motivo, guidare e saldare il proprio debito con Doc. Ma come uno dei personaggi gli dirà poco dopo l'inizio del film: One of these days, Baby, you gonna get blood on your hands.

E così dovrà essere, perché dai casini di quel calibro è impossibile andarsene semplicemente. Nonostante tutto, la sua morale non cambierà fino alla fine del film. Farà solo ciò che andrà fatto per sistemare le cose nel modo migliore. Leale ai suoi ideali, fino alla fine.

Dal punto di vista narrativo e di utilizzo dello storytelling filmico, non c'è davvero niente di nuovo. Come descrive bene questo video, ci sono tecniche consolidate dagli albori della fimografia, ma il tocco della colonna sonora, le fanno apparire come tecniche rinfrescate dai passaggi semplici ma efficaci.

Infine le scene di inseguimento. Il film si apre con una di queste, ne vivrà diverse altre, ma simbolicamente attinge a tutta una serie di crismi che hanno segnato la storia del cinema in cui appaiono scene di questo tipo. Da Ronin a Drive, passando per Fast and Furious.

Baby Driver, come ho letto altrove, sdramatizza Drive e crea un personaggio forse più umano e ironico rispetto a quello di Ryan Gosling. Ciò in cui non riesce è però sovrastarne la cruda verità urbana. Ok, ci sono i colpi e le rapine, ma la criminalità è rappresentata come un grosso circo dal divertimento facile, mentre nel film di Nicolas Winding Refn, la melancolia e il vuoto della realtà sono inevitabili e stomachevoli.

Vi lascio però con l'immensa colonna sonora, vero punto forte del film, di cui è stato fatto un enorme utilizzo e sapiente scelte per descrivere, sottolineare e accompagnare ogni singola scena del film:

E a voi è piaciuto? Come vi è sembrato?