Se Rembrandt fosse vivo oggi...

Probabilmente utilizzerebbe un tablet per disegnare o quantomeno fare qualche schizzo.

Ci sono post che non meritano lo scroll di un pollice, ma necessitano di soffermarsi qualche riga in più per dare maggiore luce su nuovi luoghi comuni circa la distruttiva pervasività della tecnologia.

La foto qui sotto è girata molto un anno fa, forse l'ho postata anche io in qualche mio account sparso online. Ricordo sprezzanti giudizi sul declino della civiltà a causa dell'interruzione indotta da parte di smartphone, tablet, social network e ogni genere di diavoleria capace di allontanare la gioventù da quel capolavoro appeso alle loro spalle. 

C'è che ci si sbagliava tutti. Succede che in realtà esiste un'applicazione fighissima del museo di Rijksmuseum Amsterdam dove l'opera di Rembrandt è ospitata, e pochi minuti prima a quegli stessi ragazzi non solo era stato fatto osservare il dipinto come si vede qui sotto, ma grazie alla tecnologia gli è stato assegnato un compito da portare a termine proprio consultando quell'applicazione (scaricabile qui tra l'altro).

Chi è dunque più prossimo alla fine della civiltà? La tecnologia che influenza come noi tutti apprendiamo qualcosa di nuovo, oppure la troppa velocità con la quale siamo pronti ad emettere giudizi perché coperti da una sin troppo giustificata e giustificabile "maschera" come la tastiera e un social network?