Ancora sugli influencer

Un annetto fa di questi tempi parlavo proprio di quest'argomento. Tirando fuori forse il discorso più basilare, quello della reputazione.

Poi un mese fa c'è stato un nuovo sussulto della rete nostrana con fiumi di tasti pigiati per raccontarcela ancora sulla questione influencer. 

Il tutto parte da un'articolo su Il Fatto Quotidiano dalla discutibile natura analitica (e carico di profonda gelosia secondo me) e poi prosegue in altri post (Wired, Medium per gli altri basta farvi un giro online).

La cosa che mi lascia stupito deriva dall'ancora enorme indignazione e generalizzazione provata. Se ancora gli influencer vengono confusi con saltimbanchi e imbroglioni significa che allora in questi anni non si è capita una stramaledettissima ceppa. O meglio, le aziende e le agenzie sulle quali fanno affidamento sono rimaste un passo indietro rispetto al mondo reale. 

Oggi il vero influencer ha imparato bene a campare "alle spalle" delle grandi compagnie, ma allo stesso modo sa bene come districarsi per mantenere la propria reputazione ad un certo livello. E c'è da fare un bel distinguo con chi accetta la qualsiasi proposta pur di mangiare a sbafo elogiando un giorno un brand e quello dopo lo becchi a fare lo stesso con il diretto competitor.

Proprio oggi ho strabuzzato un po' gli occhi leggendo di 30.000 $ pagati ad una persona per stare su Snapchat ad influenzare il proprio pubblico. Ripensandoci non è nemmeno una follia così grande. 

Provate a pensare a cosa avviene con lo showbiz ogni giorno in ogni parte del mondo. VIP e personaggi in grado di "influenzare" pubblici di riferimento vengono pagati per raccontarci delle storie, comunicarci un messaggio. Qualsiasi sia il loro campo. Il post di Mark Shaefer riassume bene la cosa: 

The idea of somebody getting $30,000 for a Snapchat story might seem insane but that is where the world is heading. How many people out there can create that kind of art and command massive Snapchat attention? Very few.
Of course the same thing is happening on Periscope, YouTube and blogs. With the advent of Facebook Instant Articles and live video, a new set of stars will probably emerge on Facebook content channels, too.
So with this tight supply of effective influences and growing demand, we would expect two things to happen.
  1. Becoming an “influencer” is going to be a legitimate and profitable career choice (at least short-term) and we will see increased competition as people jockey to stand out. Although creating snappy YouTube or Periscope content may seem easy to do, it probably requires about the same skill level a successful stand-up comedian, a commercial artist, or a TV news anchor. In other words, it’s not easy to do and those who make it and will be in high demand.
  2. Because of the severe shortage of effective influencers, marketing and ad agencies will have to have contract with the stars and act like a talent agency, connecting content creators with brands.

No. Non è una bestemmia dire che tra i cialtroni e i saltimbanchi ci sia davvero qualcuno con del talento. 
Ok. Sarà bravo a dire cazzate a profusione, oppure uno stimato professionista molto competente, ma tant'è ha vinto lui. Ha capito come usare il suo talento e l'ha plasmato per raggiungere qualcuno disposto ad ascoltare. E oggi con un click arrivi lontano.

Ci credi che questo video, privo di significato all'apparenza, ha raggiunto quasi 140 milioni di visualizzazioni? 
Un ulteriore stimolo per non fermarsi alle apparenze e appaiare gli accattoni del buffet a chi online è capace di generare empatia, interesse e appunto influenza. 

Il punto cruciale e più difficile è la misurazione e il ritorno sull'investimento fatto, ma questo è e resta compito delle aziende che intraprendono questo tipo di azioni giudicare. Evidentemente, se continuano a farlo, un motivo ci sarà. 

E poi, con i giornalisti non si è sempre fatto?

Chiudo citando il mio influencer 😁 sull'argomento, ovvero Piero.

Dovrebbe essere chiaro, dopo questi cinque minuti di lettura che:
  • essere popolari non significa necessariamente essere influencer (per un progetto dove necessariamente devo raggiungere tante persone diventa un parametro rilevante invece)
  • un testimonal è un influencer e può essere ottimale come scelta
  • esistono tanti influencer e la scelta dipende dal progetto e dalle persone che devo raggiungere
  • non esistono influencer assoluti