Forse sono contro il binge watching

Raga, io ve lo dico: ho quasi finito Netflix.

Pubblicato da Jacopo Paoletti su Domenica 3 aprile 2016

Il post di Jacopo mi ha fatto sorridere, certo, ma riflettere allo stesso tempo. Fruire le serie TV, negli ultimi due/tre anni, è un processo mutato lentamente, assumendo via via forme differenti, su dispositivi differenti.

Se penso alla mia personale modalità di guardarle e mi rendo conto della differenza di vuoto lasciato dal finire di una stagione vissuta a cadenza settimanale, rispetto ad una vista praticamente in un weekend.

Mi spiego meglio. Prendo in considerazione 4 serie che sto seguendo. Alcune più nuove alcune più datate: The Walking Dead, Il Trono di Spade, Better Call Saul e Daredevil.

Le prime tre di queste hanno qualcosa in comune. Sono trasmesse con cadenza settimanale, Daredevil invece è stata accessibile fin da subito nella sua interezza, a partire dalla pubblicazione della seconda stagione, avvenuto ad inizio Marzo. 

Ho finito Daredevil praticamente in due giorni, lasciandomi a mani vuote da qui all'anno prossimo, ovviamente con quella sensazione del tipo "e adesso? Voglio vedere un'altra puntata...". Mentre per le altre diciamo che se non sono annuali, seguono comunque una loro stagionalità e aspetto, come molti del resto, con trepidante attesa il giorno della settimana in cui verrà trasmessa (The Walking Dead e Trono di Spade) o resa disponibile (Better Call Saul). 

Il binge-watching, ovvero guardare le puntate di una stagione di una serie una in fila all'altra, è una forza bastarda, perché ci trascina a voler sapere sempre di più salvo poi lasciarci a mani vuote in quanto molto spesso una fine ancora non c'è. Tuttavia, questa formula è la vittoria della formula che sta dietro a Netflix perché, così come Facebook, punta a non farci mai abbandonare la piattaforma, proponendo contenuti sempre più affini ai nostri gusti e dal facile accesso.

Ma dopo un po', se non sai darti un tono e consumi tutto e subito, Netflix finisce, proprio come dice Jacopo. E siccome le cose belle che finiscono subito ci fanno poi innervosire, forse è meglio ricorrere al pay-off della campagna Campari: l'attesa è essa stessa il piacere, almeno non si resta per un anno intero senza sapere più cosa guardare.