Trivelle sì, trivelle no

Al di là delle opinioni politiche di Enrico, più o meno schierate verso una posizione politica molto netta, c'è da tener conto della riflessione da lui fatta su due aspetti. 

La prima, la votazione del 17 Aprile sul fantomatico referendum sulle trivelle, sulle trivelle poi non è:

Tra alcuni giorni ci sarà, in effetti, un referendum, ma questo non riguarderà per niente le trivelle e le trivellazioni, visto che sono impedite dalla legge.
Il referendum sarà – reggetevi forte – sulle concessioni in licenza delle piattaforme energetiche in mare, cioè gli impianti che vengono costruiti *dopo* le trivellazioni e che recuperano l’energia dai giacimenti, permettendone il trasferimento sulla terraferma.
Se siete appassionati di minimalismo politico, ecco a voi il tema del referendum: decidere se fermare le licenze d’uso delle piattaforme dopo un numero arbitrario di anni, senza nessuna ragione apparente, oppure utilizzarle fino alla fine del giacimento su cui insistono. Stiamo parlando di poche decine di piattaforme (tra l’altro quasi tutte a metano, che tra le energie fossili è la più pulita), giusto per avere chiara la portata della consultazione.

Ma forse la cosa ben peggiore è il fatto di come la campagna politica e mediatica sia stata costruita invece con un messaggio ben diverso e ingannevole. Per semplificare, la politica ha strumentalizzato una votazione vicina all'argomento trattato, portando il messaggio ad un livello da comprensione popolare a cui si è chiamati a decidere su qualcosa che già per legge è vietato.

Si ci stanno prendendo in giro:

La risposta non credo vi piacerà, ma ci riguarda.
Il fatto è che la politica si è accorta che siamo al contempo molto interessati a cosa ci succede attorno e molto superficiali.
Insomma, il mondo politico (con gradi diversi di sfacciataggine) ha scoperto che può tranquillamente proporre una narrazione parziale o, come in questo caso, totalmente falsa alla nostra voglia di sapere. E noi in gran parte ci cascheremo.
Quindi tutti i poster in cui vedete la scritta “no alle trivelle”, tutti i “comitati notriv”, tutte le immagini della campagna per il sì che dicono “salviamo il nostro mare” o mostrano foto terribili di gabbiani inzaccherati di morchia oleosa sono un palese caso di truffa politica.

Per un ulteriore approfondimento, vi consiglio l'articolo di Rivista Studio qui
Oppure quello di Internazionale dove viene spiegato da chi ha scritto il testo del Referendum.
Ultimo, alcune informazioni utili per la votazione.