Ancora Overbooking nel 2016?

Non c'è giorno degli ultimi 5 anni in cui non abbia sentito parlare almeno una volta di automation, cloud, efficienza e produttività derivata dalla trasformazione digitale di tutte le più grandi compagnie del mondo.

Forse quelle legate ai servizi alla persona ancora con maggiore evidenza rispetto a tante altre realtà.

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Tuttavia dopo oltre 15 anni di voli nazionali, internazionali e tansoceanici, per la prima volta mi è capitato di finire vittima (si, vittima) della becera pratica dell'overbooking.

Mi chiedo come possa esistere ancora, ma soprattutto essere consentita, un'azione del tutto arbitraria su dei posti venduti come se fosse uno show di Vanna Marchi.  

Ovvero vendendo l'aria, il fumo del profitto consumistico che schiaccia i programmi, gli appuntamenti e sostanzialmente le aspettative di un viaggiatore pagante.

Perché di questo si tratta. Mi domando quindi cosa si paga a fare un posto aereo con mesi di anticipo se comunque il tuo posto è a  rischio.

Fortunatamente non era un giorno lavorativo, scoccia per il tempo perduto e per un weekend saltato, tant'è sono ora a Barcellona aspettando il volo per l'Italia. 

E si, la mia città di partenza era Madrid con l'ultimo volo di ieri sera per Milano. Tralascio la totale indifferenza del customer care di Iberia che, in fondo, è complice di questa tortura profittevole alle spalle della gente. 

Per carità, hotel e pasti offerti, ma a me in realtà, come immagino la 50ina di persone in coda insieme a me all'hotel, interessav solo una cosa, arrivare a casa nei tempi e nei modi per cui ho pagato, nulla di più.

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