#WhyIBlog Intervista a Lorenzo Gerli

Con Lorenzo abbiamo in comune il progetto Fuorigio.co, la profonda passione per Towerfall Ascension, il bel design e la comunicazione così come la voglia di condividere le nostre opinioni online. Quindi oggi il protagonista di #WhyIBlog è lui!

1. Presentazioni. Nome, professione, URL e piattaforma utilizzata

Ciao, sono Lorenzo Gerli, mi occupo di comunicazione digital ma temo di non aver ancora capito cosa voglio fare da grande. Scrivo su 3 diversi blog basati su WordPress in selfhost: c'è www.lorenzogerli.net, su cui concentro interessi lavorativi e personali; c'è fuorigio.co, progetto di gruppo dedicato ai videogame; infine c'è un blog piuttosto personale la cui url corrisponde ad un vecchio nickname che usavo online e che spero sia ancora letto da una serie di amici di vecchia data.

2. Perché hai un blog?

Tutto è iniziato proprio come l’etimologia di “blog”: il mio (we)b-log era un diario personale e risale a credo ormai più di 10 anni fa. Era un modo per me per tenere traccia di quello che mi succedeva, per fare qualche (lunga) riflessione con tutta calma su me stesso. Era il periodo degli elenchi infiniti di link nei blogroll. Era il periodo in cui c’erano scambi fittissimi di commenti sui blog altrui. È così che il mio blog è stato lo strumento con cui nel tempo ho costruito una rete di amicizie, alcune per me molto importanti e che durano ancora oggi.

3. Come ti ha aiutato nel mondo del lavoro?

Nel corso degli anni ho sperimentato diverse piattaforme, da Blogger passando per Splinder, per lo spazio messo a disposizione da MSN, fino ad approdare stabilmente a WordPress. Mi son sempre divertito a pasticciare con i template, ma è stato con il passaggio a WordPress che ho iniziato a studiare seriamente PHP e il sistema di theme di WordPress stesso: sono competenze che poi ho sviluppato nel tempo e che utilizzo per seguire direttamente progetti di sviluppo più piccoli o, in casi più complessi, per gestire con cognizione di causa eventuali fornitori esterni, sia dal lato del design che quello più tecnico. 

4. Quale significato ha oggi averne uno personale? Non sono sufficienti i social network? O forse Medium?

Sarò magari sentimentale o forse troppo legato al passato, per me il punto principale di avere un blog è di avere uno spazio proprio in cui poter esprimere se stessi. Non sono interessato a visite a triplo zero, diventare famoso o a riuscire a "monetizzare" il blog. Mi interessa invece una pagina vuota da riempire con quello che mi interessa condividere (e studiare). Dico studiare non a caso, perché per me scrivere è l’occasione migliore per imparare ogni volta qualcosa di nuovo: documentarmi, leggere opinioni a volte discordanti tra loro e usarli come base per formare un mio pensiero. Poi ovviamente, tra il dire e il fare ci passa un oceano di mezzo e proprio perché voglio approfondire e per approfondire ci vuole tempo, spesso mi blocco a metà, lascio decine di post nell’oblio delle bozze di WP e non riesco a produrre tutto quello che vorrei

In ogni caso, quanto detto prima ti dovrebbe far capire facilmente perché penso che i social network non siano sufficienti: blog e social sono strumenti ben diversi per tipologia di contenuti, per tempi e modi di fruizione degli stessi, anche se la differenza chiave rimane la differente volatilità.

Il blog per me è ancora lo strumento della calma, della riflessione, dell'approfondimento, delle informazioni che possono sedimentare e che possono essere fruite con i tempi che si preferiscono, anche molto dilatati. I blog che preferisco sono quelli a sviluppo piuttosto verticale, concentrati quindi su una serie specifica di argomenti. 

Sui social network è invece tutto orizzontale, più veloce, frammentato e disordinato: sono uno stream infinito di contenuti (spesso scritti velocemente) che fanno immediatamente perdere valore a quelli precedenti. Vanno bene per rimanere in contatto con gli amici, per essere resi partecipi delle loro avventure personali. Ma quindo parliamo di contenuti più importanti dell’ennesima foto del gatto, si sente l’assenza anche solo di un ordine preciso  o un sistema di catalogazione; o meglio: c’è, ma è basato su algoritmi su cui non abbiamo controllo. 

Pensiamo al cambio che Twitter sembra voglia apportare alla sua piattaforma, al passaggio da uno stream timebased a un sistema di selezione dei tweet migliori: una scelta nata dalla necessità per la piattaforma di recuperare a tutti i costi il vantaggio perso nei confronti di Facebook, ma che vanifica così tutto il lavoro fatto da ognuno di noi per selezionare i follower più interessanti; pensiamo a come sia difficile poter seguire una conversazione su Facebook. In questi giorni di primarie a Milano mi sono imbattuto in una serie di contenuti originali interessantissimi, che però avrei fruito in modo migliore se fossero stati pubblicati da qualche altra parte (anche se Facebook ha permesso lo svilupparsi di belle conversazioni). 

Per quello che riguarda Medium invece… alla fine è pur sempre una piattaforma di blogging, dal layout ottimo e con tutta una serie di feature aggiuntive interessanti (anche solo il sistema di commenti e quote o la possibilità di traduzione di post con link all’originale) che può dare un’ottima visibilità a ottimi contenuti, renderli virarli. Ha il difetto però di annullare la personalità di ognuno, ingabbiando ogni contenuto in una struttura uguale per tutti. Ma quello che mi fa veramente paura di Medium (ma così come di tutte le piattaforme “chiuse”) è la possibilità di perdere controllo sui propri scritti, su post da 5/10/15.000 battute che nascono comunque da un lungo lavoro di scrittura e di ricerca. 

Invece una volta installato WordPress (così come qualsiasi altra piattaforma di blogging, eh) sul proprio hosting, si ha per sempre controllo e padronanza dei contenuti. Beh, finché che qualcuno non decida di rubarli senza citare la fonte, ma questo è un altro discorso. 

5. Uno o più blog che consiglieresti di seguire?

Sarò banale, ma direi Daringfireball http://daringfireball.net/ di John Gruber: apprezzo i suoi long form, il suo modo di citare e commentare ed è una buona fonte di informazioni sul mondo tech e app, anche se troppo Apple fan boy persino per i miei gusti. 

Un altro è Bicycle Minds http://bicyclemind.it/ di Filippo Corti che apprezzo per gli stessi motivi di Daringfireball e per gli argomenti di cui tratta, allineati ai miei interessi. Non c'è mai un post o un link che non leggo con interesse, tra tipografia, tech e digital in generale.