The Towner, realtà urbane

Da qualche mese oramai ho stabilmente abbandonato la lettura giornaliera di un quotidiano online. In primis perché più che notizie è facile imbattersi in vicende frivole studiate appositamente per voyeur e secondo perché capita spesso di imbattersi in notizie con fonti non verificate e con un focus poco veritiero sulla realtà.

Ho invece deciso di aggiungere alla mia dieta mediatica pubblicazioni con una verticalità ben precisa dove so di trovare argomenti di cui mi occupo, mi interesso e da cui posso sempre trarre spunti di ispirazione.

Cito tra queste Rivista Studio, Prismo e Ultimo Uomo. Da settimana scorsa ho aggiunto anche The Towner, una rivista online edita da Moleskine, questa la descrizione che potrete trovare sul sito:

The Towner è una nuova rivista online dedicata alla cultura della città, all'esplorazione e all'esperienza urbana. A metà tra rivista letteraria e travel blog collettivo, predilige i formati lunghi e la lettura di qualità. Niente consigli di viaggio, guide o recensioni turistiche: The Towner è un luogo dove esplorare la relazione tra le persone e il loro ambiente culturale urbano. 
The Towner è frutto della collaborazione tra Moleskine e Alkemy Content, la divisione dedicata ai contenuti di Alkemy_digital enabler. Ogni settimana, The Towner pubblicherà un articolo principale ispirato a una città, un'illustrazione originale e una serie di articoli attinenti.

Il progetto mi ha incuriosito molto e grazie alla mia precedente esperienza lavorativa in Moleskine e alle amicizie che ho lasciato lì, ho voluto chiedere qualche informazione in più sulla decisione di lanciare e sostenere una pubblicazione di questo tipo.

Ho perciò scambiato quattro chiacchiere con Maria Sebregondi, co-fondatrice della marca Moleskine e scrittrice:

1. Da dove nasce il progetto The Towner? 

La scelta è stata molto naturale: come marca siamo nati per celebrare i taccuini degli artisti d’avanguardia del passato, che rifuggivano l’ambiente accademico e usavano il taccuino per raccogliere parole e immagini mentre dalle strade, nei caffè, in viaggio. Da sempre Moleskine disegna strumenti per la creatività in movimento, taccuini e ora anche borse, cover e penne. The Towner era la rivista giusta per noi: una rivista sulla città come contenitore di storie, raccontate con parole e illustrazioni.


2. Qual è l'obiettivo di voler raccontare le città attraverso l'esperienze urbane?

La città è da sempre stata grande fonte di ispirazione per noi. E di sicuro ci piace l’idea di articoli lunghi, per una lettura distesa di profondità. Osservare la città, approfondire, vedere le cose dall’alto: beni preziosi per le nostre menti appesantite dall’obesità informativa.  Questo vale soprattutto per i knowledge workers super digitali, il nostro pubblico naturale, per cui è particolarmente importante saper staccare ogni tanto, per avere visione strategica di insieme.

3. Perché Moleskine ha voluto aprirsi ad essere editore online?

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In quanto marca culturale Moleskine ha già da tempo intrapreso la strada dell’editoria, con una propria divisione Publishing. In questo caso la proposta è venuta da Alkemy_digital enabler. Abbiamo visto un piano editoriale coraggioso, un team editoriale solido e visionario guidato da Timothy Small e Valerio Mattioli con Olimpia Zagnoli per il lato visivo e le ottime competenze tecnologiche di Alkemy. Di proposte simili per collaborazioni editoriali ne riceviamo a decine, ma questa era tagliata perfettamente sulla nostra identità e abbiamo deciso di renderla possibile. 

4. Come si evolverà il progetto? Si aprirà anche agli utenti? 

The Towner nasce a Milano ma è una rivista internazionale. Presto gli scrittori e gli illustratori di The Towner allargheranno il loro sguardo ad altri paesi. Esiste già una serie di canali social dedicati si Facebook e Twitter. Per i commenti ci si appoggia su Disqus, che è di suo già una specie di social dei commentatori. Le condivisioni e le conversazioni stanno partendo ora. Restate in ascolto.