Ventidiciassete

L’anno che si sta per chiudere (Qui 20152014, 2013, 2012) è stato un anno pieno di cambiamenti sotto ogni punto di vista. Professionalmente sto affrontando una nuova bella avventura, diversa e più complessa, ma che mi sta aiutando a crescere molto e a diventare per forza di cose più tollerante nei confronti di alcune situazioni difficili da digerire, ma contingenti rispetto al mercato e alla cultura, avendo un ruolo che sconfina dall'Italia.

Sento di dovere delle scuse innanzi tutto a questo blog, al quale non ho dedicato il tempo che avrei voluto, ma che ne meriterebbe molto di più, a tante amicizie seppur ritrovate e rinsaldate alle quali avrei dovuto maggior tempo di qualità. Alle mie passioni, sebbene per alcune delle quali finalmente ho trovato lo slancio, ma ancora non riesco a dedicargli quanto vorrei.

Forse uno dei tre desideri che chiederei ad un ipotetico genio della lampada, sarebbe proprio quello di concedermi più tempo. Anzi no, la capacità forse di rallentarlo e dilatarlo, così non da concedermi 48 ore in 24, ma riuscire ad assaporare quelle a disposizione con la calma plastica di un portiere in volo per raggiungere una palla prima di entrare in porta.

Quest’anno, inoltre, da appassionato osservatore delle dinamiche comunicative e mediali mi ha fatto gustare ancora una volta quanto le persone scambiano il significato di opinione personale con quello di tuttologia e visione esclusiva delle cose. In ben tre occasioni – Brexit, votazioni presidenziali americane, referendum costituzionale italiano – ho assistito ad esternazioni da fini politologi che nemmeno un editoriale del Corriere della Sera, ma la cosa peggiore è stata leggere alcune persone esternare la più assoluta intolleranza verso una visione minoritaria delle faccende, tacciando il diverso come il perdente e l'incompetente di turno. E non perdente perché avesse scelto uno schieramento sbagliato, ma piuttosto perché la sua idea non rientrerebbe nei canoni del ben pensante o peggio ancora di un pensiero comune su cosa sarebbe giusto fare.

Quanto queste esternalizzazioni fossero lontane dalle classiche chiacchiere da bar, io sinceramente non lo so. So solo che la foga e la furia non sono state così differenti dall’aver giocato una carta sbagliata a scopone scientifico al bar sport del mio paese, con annessi insulti in dialetto milanese.

I social network sembrano aver definitivamente abbandonato la loro natura prettamente testuale, non che fosse stato differente nei tre anni precedenti, ma mai come quest’anno l’affermazioni dell’audio-visivo come attestato di potenziale viralità ha funzionato tanto nei vecchi social network, così come ha fatto da volano per la spinta dei più giovani. Vedasi Snapchat o l’introduzione delle Instant Stories di Instagram.

Aggiungo che, nei miei personalissimi confronti, hanno perso qualsiasi forma attrattiva. Uso praticamente solo Twitter e abbandonato pian piano tutto il resto. Qualche sporadico update su Facebook, giusto per condividere qualcosa, e niente più. Sono ritornato invece ad essere assiduo frequentatore di una community a cui sono iscritto da 13 anni. Trovo quotidianamente maggiori spunti d'interesse lì dentro che in tutto il resto della rete, e forse, per il tempo a disposizione è la dimensione a me congeniale.
Senza abbandonare mai la lettura del mio feed, che è pubblico e potete consultare qui: https://feedly.com/contz

Riflettendoci, la maggior parte del tempo è stato speso in viaggi in questo 2016. Sia per lavoro che per piacere. Facebook riporta 94 registrazioni differenti, sinceramente non ricordo, ma credo sia un numero molto vicino alla realtà. E tra l'altro ne mancano un paio avvenuti in dicembre che il sistema non ha fatto a tempo a registrare. È forse l'anno in cui ho viaggiato di più in vita mia e mi piace da matti. Spero di tenere botta ancora a lungo e non stancarmi delle tante trasferte, ma cosa c'è di meglio che scoprire il mondo?

Come di consueto la lista dei post che hanno scandito l'anno appena terminato, meritevoli di una rilettura:

Musicalmente parlando il 2016 è stato un anno di grandi ritorni, soprattutto delle punk rock band californiane come Blink 182, Green Day e Weezer. Oppure i Sum 41 se ve li ricordate ancora. Così come due grandi ritorni sulla scena metal/trash come gli album degli Antrax e Metallica. Tutti album molto interessanti, fedeli alle sonorità d'origine, ma allo stesso tempo molto originali. Estraggo secondo me le due canzoni dell'anno.

A seguire, invece, due parole sull'album del 2016.

Che è quello dei SIMO, Let Love Show The Way, al quale ho dedicato un post a febbraio. Da ascoltare più e più volte, un suono di altri tempi e che in pochi riproducono oggigiorno. Infine, se volete dare un'occhiata a quanto ho ascoltato questi 12 mesi, ho tracciato più o meno tutto su Last.fm: http://www.last.fm/it/user/Contz/listening-report/year

Cinema e TV. Un'altra categoria di cui parlo spesso qui sul blog. Quest'anno ho mediamente visto un episodio di una serie TV - un film al giorno. Di cui 320 episodi visti e una trentina di film.

Il report completo su Trakt.tv che è la piattaforma che utilizzo per tener traccia di quanto visto: https://trakt.tv/users/contz/year/2016

Oggi, ultimo giorno dell'anno, questo post arriva a voi programmato qualche giorno fa. Sono a Miami a godermi qualche giorno di sole e mare lontano dalla nebbia della Val Padana.

Buona fine e buon principio a tutti.