Cosa resterà?

Ma «per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione. Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana – conclude l’Istruzione – si devono negare le esequie, a norma del diritto». 

Nel periodo storico in cui il Papa è diventata anche una serie televisiva, la comunicazione della congregazione per dottrina della fede di fine Ottobre 2016 mi sembra innanzi tutto anacronistica, ma seconda cosa contraria a quanto uno può trovare nei testi sacri.

Ora, sono anni che il sottoscritto ha perso alcunché stimolo di fede o credenza, ma porsi delle domande è insita nella nostra natura, ed essendo cresciuto con un'educazione cattolica, questi temi mi lasciano sempre piuttosto perplesso.

Se io uomo, creatura di Dio, volessi avvicinarmi a lui e al suo creato spargendo quanto rimane del mio corpo in un luogo che per me risulta significativo, poniamo il caso sul fondo dell'oceano, perché ritengo che proprio lì ci sia Dio, perché mai altri uomini, supposti intermediari terreni, devono dirmi dove Dio risiede con assoluta certezza?

So già che chi si vedrà di fronte le mie ultime volontà avrà qualche bel grattacapo con questi loschi figuri, i quali, per altro, ne sanno quanto noi di cosa ci aspetta una volta deceduti.