Vita nel weblog

Non passa giorno senza che mi alzi con la voglia di scrivere, scrivere e poi ancora scrivere. Le parole sono sempre chiarissime in testa, filano via, danzano e si imprimono con la consistenza di una crème caramel, ma allo stesso modo sfuggono via a mò di fumo di sigaretta. Provo a stringerle in un pugno dopo pochi minuti, ma sono già svanite, scomparse. E se provo a ritrovarle nei miei pensieri, ritrovo solo una brutta copia che non mi piace.

Forse dovrei fare come quegli scrittori che tengono accanto a loro sempre un pezzo di carta per annotare i pensieri per poi rielabolarli, ampliarli e cavarne fuori qualcosa. Ma scrittore non sono, non è la mia professione, provo a manipolare soltanto parole per condurre chi legge (il più delle volte il mio io cresciuto), nella comprensione del mio io.

Bravo chi ci riesce. Ma una cosa l'ho capita in questi 9 anni di blog. A nessuno interessa trovare la rielaborazione di qualcosa che può trovare altrove. No. Ci piace l'originalità e la diversità. La non omologazione incuriosice e interessa. L'ho sempre riscontrato in quei post nati un po' così, per caso e che in primis hanno stupito me stesso.

Ed è per questo motivo che a parte qualche riflessione strappata da altre trovate online, è praticamente da due mesi che non mi applico a riempire queste pagine, ma nemmeno quelle di altri lidi. Semplicemente voglio smettere di non essere originale e di avere per forza un'opinione su tutto, perché del tutto non sono a conoscenza.

Quindi proverò a fare un esercizio differente, trovare prospettive diverse per allontanarmi dalla banalità del "New Post" ad ogni costo per rispettare chissà quale regola della pubblicazione costante. Affinerò la capacità di trovare nuovi filoni di riflessione, ma soprattutto continuerò con l'esercizio iniziato nei primi giorni di Settembre, provando ad applicarlo a tutto. 

Che ci riesca sarà un altro paio di maniche, ma poco mi importa. Questa è casa mia, nessuno mi sfratta. C'è chi ha deciso di mollarla. C'è chi di elogiarla.

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So solo che questo è uno dei pochi posti con meno mutazioni di questo decennio. Facebook crea un ibrido tra slack e linkedin, la gente si parla attraverso Snapchat in messaggi che si auto distruggeranno. Ho perso il filone YouTuber completamente, non so chi siano, che faccia abbiano e ne sono molto contento. Sto usando Facebook sempre meno e sono tornato a scrivere su una community che frequentavo 13 anni fa.
Per la prima volta ho la netta sensazione di iniziare a perdere qualche pezzo e non me ne importa. Conservo quanto mi serve, quanto la mia mente è in grado elaborare per trarne interesse e non perdita di tempo.

E quindi? Mi godo le piccole cose. Come andare al cinema con papà come non si faceva da anni ed esercitarmi come un ossesso alla batteria.

Costruisco ricordi da tenere stretto, probabilmente la sola cosa importante con il passare del tempo.