Navigare con lentezza

Siamo un Paese noto per la sua lentezza e tranquillità. La spiaggia, il luogo delle vacanze, la rilassatezza di un buon piatto di pasta e un buon bicchiere di vino e tutti gli altri luoghi comuni culinari e turistici invidiati in tutto il mondo.

Ma siamo anche quelli lenti alle poste, a far funzionare la burocrazia, nella lotta contro la Mafia, nel riconoscere diritti civili, a far applicare e rispettare le leggi. E vuoi non essere lento anche nella cosa che per sua intrinseca accezione dovrebbe soltanto diventare più veloce man mano che passa il tempo?
Si siamo ancora la barzelletta d'Europa per la velocità di connessione ad Internet.

A quasi un anno di distanza quei 30 Mbps promessi al 100% della popolazione entro il 2020 dal governo, sembrano un ricordo molto lontano. Certo, al 2020 mancano ancora 4 anni belli pieni, quindi come insito nella nostra natura immagino si compiranno le dovute opere d'infrastruttura a inizio dicembre di quell'anno.

A quasi un anno di distanza un esperto di geopolitica ed economia, Ian Bremmer, con un suo tweet ci sbatte in faccia quanto siamo, per usare un'espressione gergale, "con le pezze al culo" sotto questo aspetto. 

A quasi un anno di distanza, dove ci siamo persi immagino in decisioni di portata intergalattica e dove nessuno si sia voluto prendere una forte responsabilità, ancora a pochi chilometri di distanza dalla più importante metropoli economica italiana ancora vessiamo in questa situazione, dove la centrale di zona è sovraccarica e non ha nessun piano d'espansione imminente. E dove immagino la fibra ottica sia l'ultimo dei problemi.

ADSL Gorgonzola

Benvenuti in Italia, il Paese della lentezza, probabilmente dovremmo considerare un piacere anche farlo utilizzando Internet. Una delle poche salvezze del nostro futuro.

Update: Ho pubblicato in risposta al post di Luca, qualche ulteriore riflessione sull'argomento su Medium. Un altro buon punto di riferimento è il post di Massimo.