Twitter, tornerai a volare?

Personalmente ci spero. È il social medium (ricordate? Non è un social network) al quale sono personalmente più legato e al quale ho forse dedicate più tempo in questi ultimi anni. 

Con un articolo su New Yorker, Joshua Topolsky fondatore di Vox Media e The Verge, prova a fare un breve riassunto di cosa stia accadendo a Twitter, tra l'incapacità di far crescere la propria utenza e la caduta libera della quotazione in borsa.

Ultimately, Twitter’s service is so confused and undifferentiated in the market that it’s increasingly difficult to make a clear case for its existence. There are a small handful of features Facebook might add, or a separate app that it could easily create (as it did with Messenger and the photo-sharing stand-alone feature Moments) that would provide a similar but more consistent experience, with vastly more reach than anything the company can provide today (or tomorrow, for that matter)
Utenti attivi di Twitter al mese, espressi in milioni

Utenti attivi di Twitter al mese, espressi in milioni

La grande forza di Twitter è sempre stata quella di arrivare prima di tutti gli altri strumenti sulla notizia, perché dispone del più grande arsenale di reporter del mondo e la sua natura sostanzialmente aperta consente la diffusione istantanea di qualsiasi avvenimento degno di nota.

Quello che sta accadendo probabilmente è la inevitabile trasformazione di profili, discussioni, tweet in qualcosa di molto personale e per chi ha iniziato ad usarlo solo da poco tempo si può trovare spiazzato dal fatto di non trovarsi davanti un luogo dove si è sempre e comunque dei protagonisti per le proprie cerchie, ma la "fama" ce la si deve conquistare grazie ad hashtag, immediatezza, originalità.
Cosa che alla maggioranza degli utenti risulta complicata, ostica e il vociare si disperde in una miriade di messaggi non letti, un po' come i 4 milioni di brani di Spotify non ancora ascoltati nemmeno una volta.

E non fatico a comprendere chi non riesce a sentirsi parte di questo alveare pulsante, perché dopotutto è una gran fatica diventare ape regina.

Un tweet di Kanye West nella sua tweetstorm contro Wiz Khalifa di qualche giorno fa e poi cancellato. Spiegato qui.

Un tweet di Kanye West nella sua tweetstorm contro Wiz Khalifa di qualche giorno fa e poi cancellato. Spiegato qui.

Da assiduo utente, posso dire che Twitter diventa uno strumento imprescindibile nel momento in cui si è in grado di comprenderne appieno tutte le funzionalità, arrivando a discernere il rumore di fondo dalla qualità attraverso un'attenta scelta su chi seguire, o più semplicemente dando fondo alla funzionalità liste.

Quello personalmente trovo mancare per un pubblico neofita, o con poca voglia di impegnarsi a capire la piattaforma, è l'accesso ad un'informazione molto verticale immediata. Non come Moments che trovo troppo generalista. Ad esempio voglio sapere tutto e informarmi sul mondo dei Media e Comunicazione? Ecco per arrivare a costruirsi un'idea e un'onda viva e attiva di informazione di qualità ci vuole del tempo, e purtroppo con un mondo sempre più rivolto ad una fruizione on-the-go via mobile, questo può risultare complicato.
Ma potrebbe essere uno dei punti su cui battere e insistere, di fatto perché in alcuni casi hanno fatto la fortuna di alcune società che sul contenuto di twitter costruiscono la propria fortuna, vedi Nuzzel.

Twitter dovrebbe soltanto dare risalto, corpo e forma a qualcosa che già esiste al sui interno e che purtroppo non è più facilmente fruibile come lo era 4/5 anni fa, l'utenza della prima ora si sta stancando, i nuovi non sanno come usarlo. È come se si fosse raggiunta una massa critica e il contenitore non risulta più adeguato all'utilizzo che l'utenza ha deciso di farne.

The directness and power at the heart of Twitter—short bursts of information that can make you feel that you’re plugged into a hulking hive mind—are still its greatest asset. The company just needs to find the right way to show the power of those connections to a bigger audience, and the value of that audience to advertisers and partners. Not a simple task, but for Twitter an unavoidable one.
Un sondaggio di Brandwatch, proprio su Twitter, evidenzia come l'espansione a oltre 140 caratteri non verrebbe ben accolta

Un sondaggio di Brandwatch, proprio su Twitter, evidenzia come l'espansione a oltre 140 caratteri non verrebbe ben accolta

C'è chi sostiene per questo, a ragion veduta, che la piattaforma debba subire dei cambiamenti sostanziali per adeguarsi a ciò che l'utenza cerca oggi da uno strumento di comunicazione e informazione. L'errore, a mio modesto parere da evitare, però, è quello di voler a tutti i costi scimmiottare chi fa un altro mestiere, ed è per questo che non accoglierei troppo bene l'abbattimento del limite di 140 caratteri.
Dopo tutto questa è sempre stata la forza di Twitter, costringendoci ad essere sintetici e molto precisi. Nessun'altra piattaforma è in grado di coinvolgere VIP di ogni sorta e genere provenienti da mondi diversissimi, CEO di aziende, sportivi, musicisti etc. in discussioni con comuni mortali con la stessa facilità.

No, Twitter non dovrebbe rinunciare alle sue poche caratteristiche differenzianti, anzi dovrebbe cercare di premiarle in modo differente. Ad esempio cercando un modo valido per valorizzare le discussioni in modo sensato evitando di farlo per forza seguendo un ordine temporale così rigido, dove il più delle volte ci si può perdere gran parte dell'interazione. Deve però decidere se vuole essere uno strumento per conversare, oppure fare della sua forza solo e soltanto la breaking news e diventare più impersonale.

Non sarà un'impresa facile. Sicuramente non sarà semplice privarsi di uno strumento del genere in futuro, certo è che deve cambiare e farlo in tempi rapidi.