Mezzi pubblici gratis? 🚃

Leggevo della proposta di una candidata alle primarie PD di Milano, Francesca Balzani, di provare a rendere gratuiti i trasporti a Milano. 

Sebbene sulle prime l'idea possa essere interessante, riflettendoci ci sono un po' di questioni da risolvere, non da poco conto, prima di arrivare a portarla a compimento.
ATM è un'azienda municipale, fa capo al comune di Milano e per sostentarsi, far funzionare linee, costruire nuove tratte ha ingente necessità di avere costanti entrate e pure ingenti. 

E sebbene sembra che Milano abbia il costo biglietto tra i più bassi, stando alle parole dell'assessore ai trasporti Maran su Facebook:

Abbiamo le tariffe più basse in Europa come biglietto singolo ed abbonamento mensile, eppure gli introiti coprono i costi di servizio per ben più del 50% (ed è un’eccellenza a livello europeo dove spesso la contribuzione pubblica è in percentuale maggiore), facciamo viaggiare 20mila anziani gratis e abbiamo gratuità verso disoccupati e cassintegrati.

Il costo del biglietto, soprattutto per chi arriva dalla provincia è una stangata mica da ridere con prezzi in costante aumento anno su anno. Per non parlare poi della gestione delle stazioni e delle aree limitrofe. 
Un esempio, quella di Gessate, che ancora in certi periodi dell'anno, se non fosse per il volontariato di alcuni cittadini, resterebbe in balia di rifiuti e sporcizia perché non si sa bene di chi sia competenza quell'area (si sa benissimo, ma nessuno se ne cura).

Ho fatto in anni alterni il pendolare in metropolitana, il servizio non è mai cambiato se non per alcuni nuovi convogli introdotti, e il buonsenso di qualcuno che ha finalmente tolto il treno per Cascina Gobba almeno negli orari di punta.

Ora, pensare di avere i mezzi gratuiti come si è visto in alcuni esperimenti citati da ilPost come quello di Tallin (che poi Tallin non fa pagare solo i residenti) hanno sicuramente dei limiti. Gli introiti per il comune devono arrivare da qualche parte, sarebbe un modello poco sostenibile e andrebbe comunque a gravare sulle spalle di qualcuno che probabilmente il servizio nemmeno lo fruisce.

Senza contare poi gli esempi di altre città dove i benefici non si sono ottenuti. Atlantic elenca due studi su questo aspetto, ma menziona anche l'esempio virtuoso di Singapore dove la gratuità viene limitata solo a certi orari del giorno, ovvero quelli di punta:

A 2002 report released by the National Center for Transportation Research indicated that the lack of fares attracted hordes of young people, who brought with them a culture of vandalism, graffiti, and bad behavior—which all necessitated costly maintenance. The lure of "free," the report implied, attracted the "wrong" crowd—the "right" crowd, of course, being wealthier people with cars, who aren't very sensitive to price changes. The NCTR report concluded that eliminating fares “might be successful for small transit systems in fairly homogenous communities, it is nearly certain that fare-free implementation would not be appropriate for larger transit systems.”
Another report followed up 10 years later, revisiting the idea of a fare-free world. The report reviewed the roughly 40 American cities and towns with free transit systems. Most of the three dozen communities had been greatly successful in increasing ridership—the number of riders shot up 20 to 60 percent “in a matter of months.” But these successes were only to be found in communities with transit needs different from those of the biggest cities; almost all of the areas studied were either small cities with few riders, resort communities with populations that “swell inordinately during tourist seasons,” and college towns. In other words, slashing fares to zero is something that likely wouldn’t work in big cities.
Despite that, one big city has tried. In January 2013, Tallinn, the capital city of Estonia, announced that it was making public transit free to all of its citizensA study released a year later revealed that the move only increased demand by 1.2 percent—though it did inspire Estonians that year to register as Tallinnian citizens at three times the normal rate. The authors of the Tallinn study reached the same conclusion as the NCTR: Free subway rides entice people who would otherwise walk, not people who would otherwise drive.
What makes more sense than implementing free transit on a grand scale is deploying it as a specialized tool. By the summer of 2013, officials in Singapore, for example, noticed that the city’s subways were getting unsustainably crowded during peak hours, between 8:15 and 9:15 in the morning. In response, the citycomped rides for anyone who got off the train in a city center before 7:45. The shift made a significant difference. Before the rule change, peak-hours riders outnumbered off-peak riders about three to one; after, that ratio was closer to two to one.

Milano però ha un problema un pochettino differente, ha bisogno come il pane di collegare in modo più efficiente ed efficace più zone della città, riducendo sensibilmente il numero di macchine in circolazione, non solo all'interno della cerchia stretta del centro storico.
E credo non ci siano solo in ballo le questioni legate all'inquinamento, a Milano è davvero un casino spostarti in macchina, i parcheggi latitano e anche quando si può fare lo sforzo di spostarsi con i mezzi pubbici si viene disincentivati. 

Se volessi usare la metro per restare in centro e tornare dopo un abbondante dopo-cena, dovrei non solo calcolare il minutaggio corretto per evitare di attendere le mezz'ore, ma anche sapere che il limite massimo è l'1 di notte, dopo di che dovrei trovare mezzi alternativi per rincasare.

Non è forse più ragionevole pensare di adottare strategie differenti per aiutare i cittadini ad essere più vicini ad un trasporto pubblico degno di una metropoli europea?

  • Potenziamento tratte serali
  • Allungamento fascia oraria d'apertura anche di notte
  • Provare, quantomeno nelle fasce serali, a sperimentare treni più veloci che saltano qualche fermata tra le più piccole

E parlo solo del trasporto tramite metropolitana, quello di superficie lo conosco poco, ma immagino si possa fare di più anche in quell'ambito.

Credo che ogni cittadino, volenteroso di vedere una città, la propria, e hinterland circostante competitivi con il resto del mondo non possa aver paura nel voler pagare una giusta cifra, giustificativa del mantenimento di un servizio ad elevati standard qualitativi.

Inside the tunnel again

A photo posted by Andrea Contino (@contz) on