Banlieu bergamasca

Se adesso uscissi e mi mettessi in macchina, arriverei a Zingonia in meno di 15 minuti. Forse 10. Se non avessi visto questo servizio de La Gabbia su la7 probabilmente la mia idea di quel paesino sarebbe ferma a una decina di anni fa.

E invece le cose sono peggiorate. E di molto. Già qualche mese fa la7 è stata sul posto, con un servizio più breve raccontava la storia della cittadina, 8 abitanti italiani, molto degrado, il sogno di un polo abitativo concentrato attorno a promesse di grandi fabbriche in grado di garantire lavoro e sostentamento a tante persone andato frantumandosi con il passare dei decenni. 

10 minuti di strada, un mondo completamente diverso che sembra lontanissimo da ogni plausibile spiegazione di come si sia potuti arrivare a tanto rispetto a qualsiasi altra realtà dell'hinterland milanese/bergamasco.

Ora. La faccenda tragica non è tanto il fatto che Zingonia sia popolata da immigrati, il servizio lo sottolinea parecchie volte, ma non vedo come possa essere soltanto questo il problema.
C'è e c'è stata una cattiva gestione della situazione da parte delle istituzioni a tutti i livelli, quelle municipali in primis, dove probabilmente non ci sono fondi sufficienti a disposizione per controllare e riqualificare la zona. E via via più in alto, verso quelle statali, immobili e assenti di fronte a un fac simile di tante piccole realtà che nei prossimi decenni non faticheremo a trovare altrove, se già non ce ne sono. 

Foto presa da Flickr

Foto presa da Flickr

Quanto è complicato garantire benessere e salute a tutti coloro arrivano in questa nazione? Lo scopriamo attraverso micro situazioni come questa, dove l'assenza di una qualsiasi struttura sociale legata a regolamentazioni, lavoro, sviluppo culturale sta portando lentamente l'umanità a deteriorarsi con conseguente perdita di dignità, lasciando nella più totale impotenza quei pochi che pur vorrebbero cambiare le cose per migliorare il proprio futuro e allargando le maglie per gli approfittatori. 

Io non ho in mente una soluzione e posso immaginare quanto complicato possa essere reagire a realtà del genere per restituire dignità alle persone. Però mi viene da chiedere se la realtà che hanno lasciato nel loro Paese d'origine, e non parlo di rifugiati di guerra, sia del resto così peggiore di questa, o se semplicemente qui siamo solo più permissivi o indifferenti.